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A quasi cinque anni di distanza la vicenda di una controversa inserzione pubblicitaria dell'UDC, il Tribunale superiore bernese ha confermato la condanna per discriminazione razziale del segretario generale dell'UDC Martin Baltisser e della sua supplente Silvia Bär.

La pena pecuniaria con la condizionale inflitta ai due è pero leggermente minore di quella decisa in prima istanza: 45 aliquote giornaliere a testa, al posto di 60.

I due sono stati condannati per i manifesti dell'UDC, pubblicati due mesi prima delle elezioni federali del 2011, che titolavano: "Kosovaren schlitzen Schweizer auf!" (nella versione italiana "Dei kosovari pugnalano uno svizzero", mentre in quella tedesca non è chiaro se si tratti di uno svizzero o degli svizzeri in generale).

Secondo il legale dei due democentristi, è chiaro che il testo si riferisce a un caso concreto, ovvero al fatto di sangue avvenuto il 15 agosto del 2011 a Interlaken (BE), in cui un kosovaro aveva accoltellato alla gola uno svizzero, che aveva rischiato di morire dissanguato. A suo avviso, la vicenda è stata riprodotta in modo corretto.

Secondo i giudici di primo grado, invece, con l'inserzione pubblicitaria tutti i kosovari sono stati assimilati indistintamente a criminali violenti. I due rappresentanti dell'UDC non potevano ignorare che la pubblicazione, due mesi prima delle elezioni, avrebbe potuto creare un clima ostile verso i kosovari in generale.

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SDA-ATS