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La madre surrogata thailandese del bebè down rifiutato dai genitori biologici australiani chiede ora la "restituzione" anche della gemellina nata sana, e portata a casa dalla coppia. La donna, Pattaramon Chanbua, ha espresso la sua richiesta durante un'intervista a una tv australiana, dopo aver appreso di una condanna per pedofilia contro il padre biologico risalente al 1998.

"Sono scioccata dopo aver sentito questa storia", ha detto alla tv online Fairfax Media la donna che si è tenuta il piccolo Gammy (sette mesi), che soffre della sindrome di Down e di una malformazione cardiaca congenita ed è ora ricoverato in ospedale per un'infezione polmonare.

"Sono molto preoccupata per la mia bambina, mi serve l'aiuto di chiunque me la possa riportare il prima possibile. Mi prenderò cura di entrambi i miei gemelli", ha aggiunto. Assieme al marito, Pattaramon ha già altri due figli piccoli (di sei e tre anni). La donna, che gestisce un piccolo ristorantino di strada a Chonburi (90 km da Bangkok), ha accettato di fare da madre surrogata perché gravata da diversi debiti.

La campagna online "Hope for Gammy" ha raccolto oltre 150 mila euro per le cure necessarie al piccolo.

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SDA-ATS