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Gli accordi "Rubik" sono una soluzione transitoria. È quanto ha sostenuto oggi il ministro degli esteri belga Didier Reynders. In un incontro a Neuchâtel con l'omologo svizzero Didier Burkhalter ha parlato anche delle proposte di Berna in materia di rilevamento del diritto europeo, accogliendole positivamente.

Intervistato dalla RTS, il responsabile della diplomazia belga ha affermato che un'imposta liberatoria alla fonte non può che essere "una soluzione transitoria", volta a "regolare il passato", ma che per il futuro, solo uno scambio automatico di informazioni è possibile.

Reynders spera che le convenzioni vengano spiegate più nel dettaglio, ad esempio tramite audizioni al parlamento belga. Questo permetterebbe di decidere "come regolare il passato e preparare il futuro".

Proposte positive

Per quel che riguarda l'applicazione del diritto europeo, esistono divergenze, "certo", ma le proposte elvetiche costituiscono "un passo in avanti", ha dichiarato Reynders ai media a Neuchâtel. Si augura inoltre che Berna e la Commissione europea diano prova di "flessibilità" perché possano cominciare negoziati di fondo.

L'Unione europea deve capire che non può "trattare la Svizzera come uno degli Stati membri", ha detto il ministro belga, che intende impegnarsi per "forzare un inizio di dialogo".

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SDA-ATS