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A contare questa volta non è la destinazione finale, quanto il punto di partenza. Il vero viaggio per l'ottantina di passeggeri del volo Brussels Airlines SN1901 diretto a Faro, Portogallo, è stato l'ingresso nell'aeroporto di Bruxelles.

I primi a rimettervi piede tra altissime misure di sicurezza dopo gli attentati che hanno falciato la vita a una ventina di persone nella hall delle partenze, dove avrebbero potuto esserci anche loro, 12 giorni fa. Ed è alle 13.42, un orario che tutte le agenzie di stampa hanno battuto come una nuova partenza verso la luna, che il loro aereo speciale con le colombe e le nuvole di Magritte, tra paura e speranza, si è alzato in volo in un cielo terso e quasi estivo.

Fotografato e poi rimbalzato in rete dagli abitanti di Zaventem, per una volta felici di risentire il rombo dei motori sopra i tetti delle loro case. I primi ad arrivare alla spicciolata a Zaventem, in taxi o in auto - unici mezzi ora consentiti per accedere all'aeroporto, con lo screening di targhe e veicoli, inclusi i documenti degli accompagnatori - sono stati i passeggeri dell'Airbus 320 per Faro.

Nessuna sosta consentita, e anche i giornalisti sono stati allontanati e relegati in un'area lontana dalle partenze. Appena un'ottantina, pari a meno della metà della capienza dell'aereo, hanno avuto il coraggio di affrontare la nuova severissima trafila di sicurezza e il complicato percorso di accesso alla porta d'imbarco.

In un aeroporto spettrale, con più militari e poliziotti che passeggeri, qualche famiglia e gli altri viaggiatori si sono sottoposti prima a un passaggio al metal detector, bagagli inclusi, con biglietti e carta d'identità alla mano, poi a un trasferimento a piedi nell'area dei prefabbricati appena montati dei check-in. Da lì sono stati rediretti verso il 'Connector', la nuovissima area dove vengono effettuati i controlli di sicurezza e dove inizia la zona shopping. Ora chiusa. "Fa impressione vedere tutto l'aeroporto deserto", ha raccontato una hostess della Brussels Airlines, l'ex compagnia di bandiera che, già in gravi difficoltà economiche, è stata l'unica ad avere il privilegio di veder partire i soli tre voli della giornata a Faro, Atene e Torino.

E che sarà l'unica, ancora lunedì, ad effettuare circa 25 voli e poi, da martedì, un centinaio, inclusi quelli intercontinentali, contro i 200 dei tempi normali. "Il sistema di sicurezza messo in piedi è perfetto per ora, ma per il futuro non si sa", ha detto visibilmente preoccupata una delle prime passeggere per il Portogallo. "Mi sento sicura, ma la sensazione è strana", ha fatto eco un'altra signora prima di entrare a Zaventem, "cerchiamo di avere fiducia".

"Dopo 12 giorni senza voli a Zaventem, vedere Magritte nel cielo è una prima tappa", ha dichiarato l'ad di Brussels Airlines Bernard Gustin, "è un simbolo del Belgio e un segno di speranza, ma questo significa ugualmente che non possiamo dimenticare quel che è successo". Un picchetto d'onore con i soccorritori ha infatti accolto in pista i passeggeri del primo volo.

E su Twitter gli abitanti della zona, che spesso hanno protestato per rumore e inquinamento dell'aeroporto vicino, hanno postato, come in un sospiro di sollievo, le foto dell'aereo-colomba azzurro confondersi nel blu del cielo sereno di Bruxelles. "Stranamente felice di averti di nuovo sopra la nostra testa", ha scritto Sam.

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SDA-ATS