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Belgio: compagna Belmondo incriminata per detenzione armi

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 settembre 2011 - 18:05
(Keystone-ATS)

In casa teneva un tirapugni e una pistola elettrica Taser: oggettistica buona per uno dei film d'azione del suo quasi ottuagenario compagno Jean Paul Belmondo, ma che in Belgio è considerata "detenzione di armi proibite". È per questa imputazione che Barbara Gandolfi, l'ex coniglietta di Playboy compagna di Bebel dalla fine del 2008, è di nuovo finita nei guai con la giustizia in Belgio.

Già accusata negli anni scorsi di frode fiscale e sospettata di circonvenzione nei confronti dello stesso attore francese (78 anni, colpito da ictus nel 2001 è tornato davanti alla macchina da presa nel 2009), l'ex modella di origini italiane ieri è stata rinviata a giudizio dal tribunale di Bruges, secondo quanto rivelato dal quotidiano belga 'La Dernière Heure' appunto per detenzione di armi proibite. Il tirapugni ed il Taser glieli hanno trovati in una casa di Ostenda durante una perquisizione del 28 giugno 2007 (un anno prima che cominciasse la storia con l'attore francese), ordinata perché il nome della Gandolfi era emerso nel corso di una inchiesta per un traffico di stupefacenti dalla quale è stata scagionata.

In teoria, secondo quanto riferito dall'avvocato della Gandolfi, Marijn Van Nooten, la donna rischia fino a cinque anni di prigione. "Ma sarebbe il segno di un accanimento" ha fatto osservare il legale, aggiungendo ironicamente che "se i tribunali si metteranno a perseguire tutte le donne che in Belgio, per difendersi in caso di aggressione, hanno uno spray al peperoncino nella loro borsetta, la stazione di Bruges non sarebbe sufficiente per contenere tutte le imputate...".

L'avvocato ha affermato che, secondo la Gandolfi, le armi le erano state affidate "da un'amica che aveva subito un'aggressione".

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