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Sull'attentato al Museo ebraico di Bruxelles il quotidiano israeliano Haaretz avanza oggi, per ora in forma ipotetica, una nuova pista. Il movente, scrive un suo analista militare, potrebbe non essere legato ad un generico antisemitismo, mentre potrebbe piuttosto essere scaturito fra "guerre sommerse" fra servizi segreti.

L'analista nota che due vittime, i coniugi israeliani Emanuel e Mira Riva, erano dipendenti dell'ufficio del primo ministro israeliano e di un altro ente pubblico (a quanto pare, fungevano da addetti alla gestione dei conti) e potrebbero essere stati vittime di uno scambio di persona da parte dell'attentatore.

La tecnica della loro uccisione ("82 secondi - secondo la stampa locale - fra l'ingresso e l'uscita dal Museo del killer", che ha ucciso complessivamente quattro persone) fa inoltre pensare ad una "esecuzione da professionisti", aggiunge l'esperto.

Ieri, nel corso di una telefonata con il premier belga Elio Di Rupo, il suo collega israeliano Benyamin Netanyahu ha offerto l'aiuto dei servizi segreti israeliani nelle indagini in corso in Belgio.

SDA-ATS