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Bell punta su carne da laboratorio

Bell vuole battere nuove strade. KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 luglio 2020 - 10:00
(Keystone-ATS)

Bell amplia i suoi investimenti nella carne da laboratorio: inietterà altri 5 milioni di euro in Mosa Meat, una start up olandese che lavora nel campo della coltivazione di cellule bovine con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale dell'allevamento tradizionale.

Il finanziamento consentirà alla società di Maastricht di costruire un'unità produttiva e di sviluppare ulteriormente la sua tecnologia, affermano in un comunicato odierno i dirigenti del maggiore gruppo svizzero attivo nella lavorazione della carne. La produzione vera e propria potrebbe cominciare nel 2022, per poi attivarsi su larga scala tre anni più tardi.

Nel 2018 Bell - parte del conglomerato Coop - aveva già investito 2 milioni di euro in Mosa Meat per sostenere la ricerca e lo sviluppo dell'impresa, che nel 2013 aveva presentato il suo primo hamburger da laboratorio. Forte dei suoi 40 dipendenti, l'azienda olandese è ai vertici del settore a livello mondiale, si legge nella nota.

Stando agli specialisti di Bell il consumo mondiale di carne crescerà del 3% all'anno sino al 2030 ed entro quella data la carne da laboratorio potrebbe raggiungere una quota di mercato del 10%.

L'idea alla base della carne da laboratorio è che l'allevamento tradizionale non può coprire tutto l'aumento della domanda. Inoltre produrre carne dalle cellule viene ritenuto molto più efficiente di allevare un animale per mangiarne una piccola porzione e scartare il resto. Sul fronte dei possibili problemi vi sono i costi di produzione, che si stimano non bassi, e l'accettazione da parte del pubblico, che non è scontata.

I tempi appaiono comunque cambiati dal 1869, quando Samuel Bell aprì una macelleria nel centro di Basilea, ponendo le basi di quello che oggi in Svizzera è diventato il gigante Bell. Già nel 1907 la società acquistò l'area sulla Elsässerstrasse, che è rimasta fino ad oggi la sede. Nel 1913 nacque il legame con il Verband Schweizerischer Konsumvereine (VSK), l'entità che diventerà poi Coop. Per vedere i primi passi all'estero bisogna invece attendere il 2008. Oggi l'azienda è una realtà presente in 15 paesi con 65 stabilimenti di produzione e oltre 12'000 dipendenti. Nel 2019 il gruppo, quotato alla Borsa svizzera, ha realizzato un fatturato di 4 miliardi di franchi e un utile di 50 milioni.

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