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"Questa è l'ora dell'amarezza e della solidarietà al leader indiscusso, lo capisco. Ma io sono persuaso che il buon senso vincerà": Berlusconi "si dimetterà dal Senato". Ne è convinto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, intervistato dal Messaggero.

"Provo una grande tristezza imperniata su tre riflessioni - spiega. - La prima: un dispiacere personale per Berlusconi. I suoi errori sono sotto gli occhi di tutti", ma "proprio per questo posso dire che il prezzo che Silvio paga oggi va ben oltre gli errori, e che l'accanimento giudiziario che parte della magistratura ha svolto nei suoi confronti è indubitabile. Ovviamente non mi riferisco alla sentenza della Cassazione bensì ad una intera vicenda durata vent'anni. Il secondo punto di amarezza sta nel fatto che dopo due decenni siamo ancora a Berlusconi"; "infine, la terza tristezza riguarda la nostra credibilità internazionale. Perché che il leader che per più tempo di tutti è stato capo del governo nel dopoguerra venga condannato per frode fiscale è una cosa che compromette enormemente l'immagine del nostro Paese".

Casini invita a prestare attenzione al comunicato del Quirinale con cui, dopo la sentenza della Cassazione, il Capo dello Stato "ha inteso riconoscere correttezza di comportamento al Pdl e nello stesso tempo ha voluto richiamare il Pd alle sue responsabilità. Perché il Pd era perfettamente consapevole dei problemi giudiziari di Berlusconi con il quale tuttavia ha stipulato una intesa di governo appena pochi mesi fa". La grazia? "Quelle richieste appaiono forse umanamente comprensibili ma politicamente e prima ancora istituzionalmente sbracate e inconsulte".

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SDA-ATS