Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Berna: manifestazione di commemorazione centenario genocidio armeno

Un migliaio di persone sono scese oggi in piazza a Berna per chiedere al Consiglio federale di riconoscere ufficialmente come genocidio le violenze compiute contro gli armeni nel 1915 dall'Impero Ottomano.

Per gli organizzatori della manifestazione, il governo elvetico non può far prevalere gli interessi economici sull'etica.

"100 anni di negazione sono sufficienti", si poteva leggere su uno dei volantini distribuiti ai partecipanti, che richiamano alle proprie responsabilità anche la Turchia. Senza un riconoscimento del genocidio da parte di Ankara non è possibile giungere a una riconciliazione.

La manifestazione odierna è stata indetta dal Comitato per la Commemorazione del genocidio armeno a margine di una cerimonia organizzata nella cattedrale di Berna in occasione del centenario dell'inizio dei massacri.

Cerimonia anche a Ginevra

Circa 200 persone si sono riunite oggi anche nella Chiesa apostolica armena Saint Hagop, a Troinex (GE), per assistere a una cerimonia religiosa in memoria delle vittime del genocidio. Le campane hanno suonato 100 volte per sottolineare i 100 anni del tragico evento.

Alla cerimonia hanno preso parte anche rappresentanti delle altre confessioni cristiane ginevrine. La chiesa è risultata ben troppo piccola per accogliere tutta la gente accorsa a Troinex. Alla fine della messa, alcune personalità hanno pronunciato discorsi davanti a un "khachkar", una stele scolpita tipica dell'arte religiosa armena.

Numerose persone portavano un fiore viola all'occhiello, simbolo dei 100 anni del genocidio e i cui cinque petali stanno a rappresentare i cinque continenti in cui hanno trovato rifugio gli Armeni scappati dalla Turchia nel 1915: secondo le fonti, dai 350 mila a 1,5 milioni sono stati massacrati dall'Impero turco-ottomano.

Parlamentari svizzeri a commemorazione Erevan

Una delegazione del gruppo parlamentare Svizzera-Armenia ha invece preso parte oggi a Erevan alla commemorazione ufficiale del 100esimo anniversario del genocidio armeno. La delegazione era guidata dai due co-presidenti, i consiglieri nazionali Dominique de Buman (PPD/FR) e Ueli Leuenberger (Verdi/GE). Alla cerimonia era presente pure l'ambasciatore svizzero Lukas Gasser, in rappresentanza del Consiglio federale.

In un comunicato dello scorso primo aprile, il governo elvetico aveva giustificato il fatto di non inviare nessuno dei suoi membri nella capitale armena con la sua tradizionale politica, che consiste nel partecipare con discrezione alle commemorazioni di eventi storici di portata internazionale. Il Consiglio federale aveva ricordato di aver più volte fermamente condannato "gli eventi tragici che nel 1915 avevano condotto alla morte di un enorme numero di Armeni".

Nel 2003, il riconoscimento del genocidio armeno da parte del Consiglio nazionale - ma non dell'Esecutivo che infatti non menziona mai la parola "genocidio" nel comunicato stampa, ndr - aveva scatenato la collera di Ankara che, per l'occasione, aveva convocato l'ambasciatore svizzero. Oltre alla Camera del popolo, anche la città e il cantone di Ginevra, nonché il Parlamento vodese hanno riconosciuto ufficialmente i massacri e le deportazioni della popolazione armena.

Associazione Svizzera-Armenia critica governo

Proprio oggi in un'intervista rilasciata alla "Neue Luzerner Zeitung" il presidente d'onore dell'Associazione Svizzera-Armenia (ASA), Sarkis Shahinian, ha criticato la posizione del Consiglio federale. "Il modo in cui si è comportato Didier Burkhalter in occasione del 100esimo anniversario del genocidio armeno è contrario ai principi di una Svizzera che si impegna in favore dei diritti umani", ha detto Shahinian. A suo avviso, nel caso di un genocidio la Confederazione non può richiamarsi al principio di neutralità.

"Il genocidio è il massimo crimine contro l'umanità. Mi aspetto dalla Svizzera che mostri coraggio anche di fronte al ricatto di uno Stato che non ha fatto il suo dovere nell'ambito dell'elaborazione del passato", ha sottolineato Shahinian, facendo riferimento alla Turchia che non riconosce il termine "genocidio", ma ammette che si trattò di una "repressione contro un nemico interno".

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Sondaggio svizzeri all'estero

Sondaggio

Cari svizzeri all'estero, le vostre opinioni contano

Sondaggio

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.