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Potrà rimanere ancora per due anni nei suoi alloggi sussidiati un milionario che con la sua famiglia occupa due appartamenti a Berna pur non avendone il diritto perché troppo ricco. Lo ha stabilito un tribunale, chiudendo in tal modo un importante capitolo dello scandalo delle pigioni della città federale.

Il caso di cui riferisce oggi la "Berner Zeitung" concerne Helmut W., un imprenditore giardiniere con patrimonio - in parte ereditato - composto oltre che dalla sua azienda anche da proprietà per piani, terreni e un rustico. Nel quartiere in questione di Berna si è trasferito 28 anni fa ed è molto amato dai suoi vicini, tanto che costoro hanno scritto lettere e firmato petizioni per evitare lo sfratto.

W. occupa infatti con la sua famiglia due appartamenti di due stanze appartenenti al comune per i quali versa una pigione mensile complessiva di 1750 franchi, inferiore al valore di mercato. Visto che dispone di un patrimonio superiore ai limiti previsti per un'abitazione sussidiata la città ha disdetto il contratto con un termine di tre mesi.

Lamentando di "essere sbattuto fuori in modo irrispettoso e in tempi brevi" W. ha impugnato la decisione in tribunale, chiedendo un estensione del termine a 4 anni, vale a dire sino al 2018, in modo da far completare gli studi alle figlie. Nell'ambito di un accordo giudiziale la corte, che ha tenuto conto anche dell'impegno sociale dell'uomo nel quartiere, gli ha concesso 31 mesi: dovrà traslocare a inizio 2017.

Che la famiglia svolgeva un'importante funzione nel quartiere è ammesso anche dal comune, ma questo non cambia la situazione: in futuro gli appartamenti dovranno essere messi a disposizione di chi ha veramente bisogno, ha spiegato alla "Berner Zeitung" un alto funzionario responsabile del settore.

Per la città si chiude un capitolo che ha fatto molto discutere. L'anno scorso era infatti emerso che 560 inquilini di alloggi sussidiati non avevano diritto a questi appartamenti. Le prime verifiche erano state effettuate nel 2013, 22 anni dopo che erano stabiliti i criteri. Un'indagine ha rivelato che nell'assegnazione dell'abitazione vigeva il caos. La vicenda non ha avuto alcuna conseguenza per i funzionari coinvolti.

Casi analoghi erano anche venuti alla luce a Zurigo: la stampa aveva puntato il dito contro persone assai benestanti, in particolare politici, che godevano di appartamenti in ottima posizione per pigioni mensili moderati. Aveva in particolare fatto parecchio discutere il caso della consigliera nazionale Kathy Riklin (PPD/ZH).

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SDA-ATS