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La Svizzera rafforza le misure per impedire l'importazione di cibo contaminato - destinato sia a uomini che ad animali - dal Giappone. Oltre ad aver già adottato provvedimenti in materia mediante un rafforzamento dei controlli alle frontiere, la Confederazione pretenderà in futuro da Tokyio certificati di accompagnamento che provino la bontà dei prodotti, in particolare l'assenza di radioattività nelle merci. Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore nei prossimi giorni.

Generi alimentari potranno essere immessi sul mercato elvetico dopo aver subito controlli in Giappone che attestino l'assenza di radioattività e se sono muniti di certificato, ha detto all'ATS Sabina Helfer, portavoce dell'Ufficio federale della sanità (UFS), confermando una notizia del domenicale "Sonntag". L'UFS sta al momento preparando le necessarie ordinanze in materia, ha aggiunto.

Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore nei prossimi giorni. Agendo in questo modo, Berna si adatta ai provvedimenti già adottati dall'Ue, coi quali si invitano le autorità nipponiche a controllare la merce proveniente da 12 regioni toccate dal problema della radioattività. Le misure europee sono in vigore da ieri.

Alcuni paesi hanno addirittura deciso un divieto di importazione. "Una misura simile da noi non è ancora all'ordine del giorno", ha detto la portavoce. A suo parere, nella situazione attuale non è probabile l'importazione in Svizzera di generi alimentari contaminati.

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SDA-ATS