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Berna riflette su rimpatrio madri jihadiste

La Confederazione sta pensando di far rimpatriare in Svizzera delle madri jihadiste per mettere al sicuro i loro figli. Immagine d'archivio. KEYSTONE/EPA/MOHAMMED SABER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 settembre 2019 - 09:34
(Keystone-ATS)

La Confederazione sta pensando di far rimpatriare in Svizzera delle madri jihadiste per mettere al sicuro i loro figli. È quanto hanno scoperto i settimanali "Sonntagszeitung" e "Le Matin Dimanche".

Fino a questo momento il Consiglio federale si è sempre detto contrario al rimpatrio attivo di jihadisti adulti catturati in Siria dopo essersi uniti al gruppo terrorista dello Stato Islamico e aver combattuto per tale organizzazione.

Secondo le informazioni ottenute dalle due testate, le competenti autorità elvetiche si sono rese conto che un ritorno di sette bambini svizzeri - tutti originari dei cantoni Vaud e Ginevra - attualmente detenuti in un campo siriano gestito dalle forze curde, può avvenire solamente assieme alle madri, due svizzere e due straniere.

La situazione in Siria minaccia di ridiventare esplosiva e i prigionieri potrebbero approfittarne per fuggire dai campi. Il rischio di un eventuale ritorno clandestino in Svizzera non è a quel punto da escludere.

Secondo diversi rappresentanti dell'Amministrazione federale, sarebbe meglio un ritorno controllato piuttosto che avere madri jihadiste in una situazione clandestina, si legge nei due settimanali. Il Consiglio federale dovrebbe prendere posizione sul tema nei prossimi giorni.

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