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Il consigliere federale Alain Berset ha incontrato oggi a Bruxelles quattro commissari europei. Con loro ha parlato anche dell'attuazione dell'articolo costituzionale frutto dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa".

"Ho ravvisato una certa apertura e comprensione", ha dichiarato alla stampa al termine degli incontri. Secondo Berset, per la prima volta in visita di lavoro nella capitale europea dall'insediamento della nuova Commissione, c'è la volontà di fare progressi. Le discussioni con Bruxelles vertono anche su una cosiddetta clausola di salvaguardia. Ora bisogna aspettare di vedere che cosa porterà questa prima fase di colloqui, ha affermato il consigliere federale.

L'incontro con Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea responsabile dell'euro e del dialogo sociale, ha offerto l'occasione per un giro d'orizzonte sulle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea, indica in una nota diramata a Berna il Dipartimento federale dell'interno (DFI). Berset ha definito "molto buona" la collaborazione con l'Ue nell'ambito sociale, rammentando che in Svizzera vivono 1,3 milioni di cittadini europei.

Con la commissaria per l'occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori Marianne Thyssen, Berset ha discusso in particolare del sistema pensionistico e della questione degli lavoratori anziani nell'ottica delle assicurazioni sociali.

Il consigliere federale ha incontrato anche Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, con il quale si è intrattenuto sulla cooperazione nel settore sanitario, in particolare nella lotta coordinata alla resistenza agli antibiotici. La Svizzera intende intensificare la collaborazione con l'Unione europea per far fronte a questo importante problema sanitario. È infatti una questione che non può essere risolta a livello nazionale, ha dichiarato Berset.

Lo stesso vale per la lotta alle malattie trasmissibili come l'ebola, ragione per cui Berna vorrebbe essere ammessa nel Comitato per la sicurezza sanitaria dell'Ue. Attualmente può assistere alle sue riunioni solo su invito. Altro desiderio in fatto di cooperazione: la Svizzera vorrebbe aggregarsi al sistema di allerta rapido per le derrate alimentari e gli alimenti per animali (RASFF), il quale consente agli Stati membri di scambiare informazioni sui prodotti pericolosi che potrebbero arrivare sul mercato. Negoziati sono in corso, ma il dossier è legato alla questione di un accordo-quadro istituzionale.

Sempre in ambito sanitario, Berna vorrebbe una maggiore collaborazione tra l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic - l'ente governativo elvetico responsabile per l'omologazione, il controllo e la regolamentazione dei prodotti farmaceutici - e l'omologa Agenzia europea per i medicinali (EMA).

In programma c'era anche un incontro con il commissario europeo per gli affari economici e finanziari Pierre Moscovici, con il quale ha tra l'altro parlato dell'accordo firmato il 27 maggio a Bruxelles sullo scambio automatico di informazioni in ambito fiscale. Berset gli ha ribadito quanto sia importante per la Svizzera l'accesso al mercato finanziario dell'Ue. Moscovici "ne ha preso atto", si è limitato a riferire Berset.

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SDA-ATS