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"Positivo e utile". Così il presidente del Consiglio di Stato ticinese Manuele Bertoli ha definito l'incontro avvenuto oggi a Berna tra la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e i rappresentanti dei governi di Ticino, Grigioni e Vallese per discutere del recente accordo raggiunto con l'Italia sul dossier fiscale. La consigliera di Stato Laura Sadis ha dal canto suo espresso soddisfazione per "la convergenza su come affrontare la traduzione del nuovo accordo".

Nel corso dell'incontro si è "discusso di tutto il pacchetto - presentato come pacchetto unitario - che comprende il protocollo sulla doppia imposizione" e "dei dettagli dell'accordo sui frontalieri", ha affermato Bertoli. "È un accordo positivo e molto importante soprattutto per la piazza finanziaria ticinese.

Riguardo all'accordo sui frontalieri è stato chiarito che, "più che di uno splitting, si tratta di una limitazione di imposta", ha precisato Bertoli: "a termine si tratterà di un'imposizione completa e ordinaria in Italia, con deduzione della parte svizzera al 70% (del totale dell'imposta normalmente prelevabile alla fonte, ndr). Per noi è una misura antidumping importante che nell'accordo attualmente in vigore non esiste".

Bertoli ha affermato di essersi fatto portavoce davanti alla Widmer-Schlumpf di tutte le questioni critiche che da sempre sono sul tappeto in Ticino. "Complessivamente - ha affermato il socialista - l'accordo rimane comunque migliore della situazione attuale e quindi è un passo avanti anche se tutti gli obiettivi prefissati nel periodo di negoziazione non sono stati raggiunti".

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SDA-ATS