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Biden sbaraglia Sanders, sarà lui a sfidare Trump

Dopo un inizio a rilento, Biden vola: è ormai fatta per la nomination dem alla Casa Bianca. KEYSTONE/AP/Matt Rourke sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 marzo 2020 - 18:43
(Keystone-ATS)

Ancora una notte elettorale da 'Super Biden', ancora una notte da dimenticare per Bernie Sanders. L'ex vicepresidente americano, dato per spacciato solo qualche settimana fa, sembra ormai inarrestabile.

Nel mini supermartedì delle primarie democratiche ripete l'exploit del Super Tuesday vincendo a valanga negli Stati al voto e lasciando all'avversario a malapena le briciole.

Ormai, salvo clamorose sorprese, la sfida delle sfide, quella delle elezioni presidenziali del 3 novembre, è segnata: sarà Joe Biden contro Donald Trump, con i sondaggi che danno l'ex numero due di Barack Obama in vantaggio sul tycoon di oltre sei punti, secondo la media del sito specializzato RealClearPolitics.

E sì, perché l'ex vicepresidente con le ultime due tornate delle primarie ha dimostrato di poter vincere ovunque, anche dove nel 2016 prevalse Bernie Sanders. E ha dimostrato di poter aumentare i consensi anche lì dove Trump quattro anni fa sconfisse Hillary Clinton, ricostituendo quel 'blue wall', quel gruppo di Stati tradizionalmente democratici, che il tycoon era riuscito a sgretolare.

Il successo di Biden va dal sud al nordest del Paese, passando per il Midwest. Suo il Mississippi, con la conferma di una leadership negli Stati meridionali e tra l'elettorato afroamericano. Suo il Missouri, suo l'Idaho. Ma soprattutto è suo il Michigan, che aveva in palio il maggior numero di delegati e che gli apre le porte a future vittorie in Ohio, Illinois, Wisconsin.

A Sanders non resta che accontentarsi del North Dakota, e persino il progressista stato di Washington gli volta le spalle con un testa a testa che ancora non ha reso possibile proclamare un vincitore. Biden invece vince negli Stati piccoli e grandi, nelle città come nelle zone rurali, e sfonda tra gli elettori bianchi e delle minoranze etniche, tra i laureati e i lavoratori della working class. Insomma, quella coalizione che per ben due volte ha portato al trionfo Barack Obama.

Sanders fino all'ultimo aveva creduto fosse possibile ripetere il miracolo del 2016, quando arrivò a sfiorare la nomination. Bernie ha passato la giornata nella sua casa di Burlington, in Vermont, con la moglie Jane, a riflettere sulle prossime mosse. Biden nelle dichiarazioni a caldo gli ha teso la mano: "Condividiamo lo stesso obiettivo. Insieme batteremo Donald Trump".

Un tentativo di unire il partito e di concentrarsi tutti insieme sul bersaglio grosso. Ma Sanders al momento non vuole gettare la spugna e ha confermato che continuerà nella sua campagna elettorale e che domenica sera affronterà Biden nell'atteso duello tv prima della nuova tornata di martedì prossimo, quando al voto ci saranno Florida, Ohio, Illinois e Arizona. Nei primi tre Stati Biden domina nei sondaggi.

Intanto su Usa 2020 irrompe l'emergenza coronavirus, e lo spettro del contagio ha fatto annullare i primi eventi, gettando un ombra sul futuro della campagna elettorale. Biden e Sanders hanno cancellato due comizi a testa in Ohio, Florida, Illinois. Mentre Trump per ora sembra snobbare le indicazioni che arrivano dai governatori dei vari Stati colpiti e dalle autorità sanitarie, confermando il suo programma.

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