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Bietole da zucchero: l'insetticida della discordia

Il presidente dell'Associazione dei bieticoltori svizzeri, Josef Meyer, in un campo di barbabietole colpite dal giallume virale in un'azienda di Villars-le-Terroir, nel canton Vaud. KEYSTONE/LAURENT GILLIERON sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2020 - 10:39
(Keystone-ATS)

I coltivatori di barbabietole da zucchero chiedono la reintroduzione temporanea dell'insetticida "Gaucho". L'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) dovrebbe prendere una decisione entro fine mese, ma apicoltori e ambientalisti si oppongono con veemenza.

All'inizio di settembre i bieticoltori svizzeri hanno chiesto di poter utilizzare l'insetticida del gruppo dei neonicotinoidi, vietato dal 2019, per avere parità di trattamento con altri produttori europei.

Le barbabietole soffrono di "giallume virotico", una malattia provocata da diverse specie di virus trasmessa da afidi che possono essere combattuti con il "Gaucho". Gli agricoltori di dieci Paesi dell'UE, tra cui la Francia, hanno già ricevuto un'approvazione d'emergenza.

L'ingiallimento virale trasmesso dagli afidi causa perdite di resa fra il 30 il 50%, dichiara Josef Meyer, presidente dell'Associazione svizzera dei bieticoltori (Schweizerischer Rübenbauern-Verbandes, SBF), all'agenzia di stampa Keystone-ATS.

Gli afidi non causano i danni maggiori, ma trasmettono il virus che provoca l'ingiallimento delle piante. Una parte della Svizzera tedesca e l'intera Svizzera romanda sono toccate dalla malattia. In Ticino la bieticoltura è invece assente, visto che i costi per il il trasporto fino alle fabbriche di zucchero risulterebbero troppo elevati.

Industria dello zucchero a rischio

L'impiego di neonicotinoidi nella coltivazione della bietola da zucchero è vietato in Svizzera e nell'UE dal 1° gennaio 2019. La SBF ritiene che le misure speciali adottate da alcuni Paesi dell'UE minaccino l'industria svizzera dello zucchero.

I bieticoltori svizzeri chiedono quindi la fine delle importazioni di zucchero da barbabietole coltivate con questo insetticida e propongono in alternativa un'approvazione triennale dei neonicotinoidi.

Secondo la SBF, questo periodo di transizione dovrebbe consentire di trovare misure di lotta biologica, selezionare varietà resistenti o trovare principi attivi alternativi. L'industria si impegnerebbe inoltre a non seminare piante che producono fiori che potrebbero attirare le api dopo la raccolta delle barbabietole, sottolinea il presidente Meyer.

"Killer delle api"

Contro la reintroduzione di questo insetticida si sono schierati gli apicoltori, che parlano di "killer delle api". Le api non vanno sulle barbabietole, ma i neonicotinoidi hanno un'elevata persistenza: il 90% di queste sostanze rimangono nel terreno, causando rischi a lungo termine per le api, osserva Francis Saucy, presidente dell'Associazione degli apicoltori della Svizzera occidentale. La tossicità di questi prodotti è peraltro ampiamente dimostrata.

La portavoce dell'UFAG Florie Marion ha dichiarato che si sono già svolti diversi incontri con i gruppi interessati. L'UFAG è alla ricerca della "migliore soluzione possibile", che dovrebbe essere presa entro la fine del mese.

Dal 1994 al 2018, i semi delle bietole da zucchero venivano trattati con l'imidacloprid: il principio attivo del "Gaucho". L'insetticida della famiglia dei neonicotinoidi viene assorbito dalle piantine e distribuito nella pianta. Attualmente non esistono trattamenti alternativi o insetticidi con un'efficacia equivalente.

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