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Meno gente sulle piste: qui a Grindelwald, nell'Oberland bernese.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Un altro inverno deludente per gli impianti di risalita svizzeri: nella stagione invernale 2016/2017 il numero di clienti si è ridotto del 2,9% su un anno, mentre il fatturato è calato dello 0,5%. L'inverno è stato straordinariamente secco.

I dati di marzo mostrano che la stagione dovrebbe complessivamente essere meno buona rispetto alla media degli ultimi cinque anni, scrive in un comunicato odierno l'associazione Funivie svizzere sulla base di un bilancio provvisorio. Per un confronto definitivo mancano tuttavia ancora le cifre di Pasqua, che quest'anno cade in aprile.

L'avvio della stagione è stato pessimo per il terzo anno consecutivo, a causa della mancanza di neve nel periodo natalizio. I dati sono risultati particolarmente bassi alla fine di dicembre, con una flessione del 12,6% del numero di clienti e del 4% del giro d'affari. Gli impianti hanno poi avuto una migliore frequenza in gennaio e febbraio, visto che la neve si è posata fino in pianura. Il numero di frequentazioni è però di nuovo calato in marzo.

Questo inverno alcune regioni, come il Vallese e la Svizzera orientale, hanno avuto a che fare con la stagione invernale più secca da decenni, precisa l'associazione.

Il calo più marcato del numero di clienti è stato registrato nelle Alpi vodesi e friburghesi (-8,9%), in Ticino (-8,8%) e nell'Oberland bernese (-8,2%). Una flessione più moderata si è avuta invece nei Grigioni (-2,1%), in Svizzera centrale (-2,3%) e in Vallese (-2,5%).

La stagione invernale non è ancora terminata ovunque: alcuni impianti sciistici situati ad alta quota rimangono aperti fino al mese di maggio, sottolinea Funivie svizzere.

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SDA-ATS