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Bin Laden: gli USA festeggiano la sua morte

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 maggio 2011 - 08:40
(Keystone-ATS)

Migliaia di persone a Ground Zero a New York e davanti alla casa Bianca per festeggiare la morte di Osama Bin Laden. A quasi 10 anni dall'attacco contro le Torri gemelle, gli Stati Uniti scendono in piazza fra clacson, banidere e striscioni.

Cantando l'inno nazionale e al grido di 'Yes we can', i newyorkesi celebrano la morte dell'autore dell'attentato più sanguinoso in territorio americano. C'è chi arriva avvolto nella bandiera americana, chi piange, chi ricorda le vittime dell'attentato con fiori e candele.

Ci si abbraccia, si canta "Usa Usa". C'e addirittura chi è arrivato in pigiama, altri hanno lasciato il ristorante per ritrovarsi, in modo spontaneo, nel luogo cella tragedia. A poco più di un'ora dalla diffusione della notizia della morte di Bin Laden, mentre frotte di persone confluiscono a Ground Zero, la polizia chiude le strade, arriva con i cani per contenere la folla crescente.

L'emozione è enorme, in piazza ci sono persone che hanno perso amici e parenti nell'attentato. E, fra le lacrime, hanno voglia di celebrare lo storico momento. E anche il presidente Barack Obama che l'ha annunciato.

A Washington, davanti alla Casa Bianca, sono in migliaia, giovani e giovanissimi. Hanno affollato i giardini di Lafayette Park urlando con foga tutta la loro gioia. Dopo aver ascoltato direttamente in tv il presidente annunciare ufficiale che Osama Bin Laden è morto, in tantissimi, avvolti con la bandiera stelle e strisce, hanno dato vita a una sorta di rito collettivo, molto più simile a festeggiamenti da stadio che a una vera e propria manifestazione politica.

Urlando incessantemente "U-S-A", tutti avevano in mano il proprio smart phone, perennemente acceso per girare il proprio video da "postare" su Youtube. "Adesso il mondo sarà molto più sicuro", urla una ragazza a una delle tante troupe tv che si aggiravano tra la folla. "Bin Laden ha avuto quello che si meritava", gli risponde un altro, con la maglietta dei Capitol, la squadra locale di hockey.

Mentre lungo la Pennsylvania Ave, continuano ad affluire giovani universitari direttamente dalla esclusiva Georgetown University, nelle strade del centro cominciavano i caroselli dei suv stracarichi di ragazzi, anche loro con la bandiera, urlando, suonando il clacson e facendo il segnale di vittoria con le mani. Come se avessero vinto il Mondiale.

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