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I produttori svizzeri di birra sono soddisfatti dell'annata 2014/2015. Nel periodo compreso fra l'ottobre dell'anno scorso e il settembre di quest'anno il consumo complessivo in Svizzera si è attestato a 4,65 milioni di ettolitri, in progressione dello 0,1%.

La crescita è da considerare in modo positivo, tenuto conto del fatto che a livello europeo il consumo diminuisce e che nel periodo in rassegna le condizioni quadro economiche e politiche sono ulteriormente peggiorate, afferma l'Associazione svizzera delle birrerie (ASB) in un comunicato odierno.

La produzione elvetica si è attestata a 3,5 milioni di ettolitri, con un incremento annuo dell'1,8%. La quota di mercato è aumentata, passando dal 73,2% al 74,4%. Le importazioni sono invece scese del 4,4% a 1,2 milioni di ettolitri.

La meteo favorevole ha un influsso positivo sul consumo, ma non deve essere troppo caldo: luglio e agosto sono invece stati canicolari. "L'esperienza ci insegna che a partire da temperature di 28 grandi le persone bevono più acqua minerale", spiega il presidente dell'ASB Markus Zemp, citato nella nota.

Sul fronte politico l'organizzazione registra un cessato allarme riguardo al progetto Swissness, ma guarda nel contempo con estrema preoccupazione all'idea del governo di adattare le ordinanze elvetiche nel settore alimentare a quelle dell'Ue: si teme una cascata di nuove e complicate regole.

A livello economico il quadro generale si è ulteriormente inasprito. In Europa i consumi sono in calo, il franco forte provoca il turismo degli acquisti e diminuiscono anche i visitatori negli alberghi e ristoranti. La varietà di birre del paese - oggi sono circa 250 - diminuisce inoltre da anni.

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SDA-ATS