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Affari in calo per l'industria svizzera dei biscotti e prodotti affini: nel 2015 la produzione è scesa a 43'972 tonnellate, il 3,2% in meno dell'anno precedente. In flessione pure il fatturato, che è diminuito dell'1,8% a 447,9 milioni di franchi.

Stando ai dati pubblicati oggi dall'associazione di categoria Biscosuisse, che rappresenta le 24 aziende attive nel ramo, il consumo medio per abitante (comprese le importazioni) si è ridotto di 140 grammi a 6,44 chilogrammi. A pesare è stato l'export, sceso del 5% a 13'050 tonnellate. Ancora più forte è stata la contrazione del fatturato: -6% a 111,3 milioni di franchi.

Si tratta del quinto anno consecutivo in flessione per le esportazioni, sottolinea l'organizzazione. L'abolizione del cambio minimo si è fatto sentire in particolare sul principale mercato, la Germania, che segna un -24% in quantità. In controtendenza sono per contro il secondo mercato, la Francia (+4%), come pure paesi più "esotici" come Cina (+86%), Giappone (+30%) o Arabia Saudita (+25%).

Le vendite nella Confederazione sono state pari a 30'923 tonnellate (-2,5%), pari a un giro d'affari di 336,6 milioni di franchi (-0,4%). Una parte sempre più consistente di prodotti viene però importata: la quota di mercato del "made in Switzerland" è scesa al 58%, 1,5 punti percentuali meno del 2014.

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SDA-ATS