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L'economia sta certo soffrendo per la forza del franco, ma si tratta di una situazione temporanea, che va messa in relazione con il vantaggio di poter gestire una politica monetaria autonomia.

Lo afferma il vice presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Jean-Pierre Danthine.

"Nel contesto attuale l'autonomia monetaria può apparire come un fattore di costo per una piccola economia aperta come la Svizzera", spiega Danthine in un'intervista pubblicata dal settimanale "Hebdo" in edicola domani e di cui sono state diffuse anticipazioni.

"Ma questo genere di esame deve essere eseguito sul lungo periodo", mette in guardia l'ex professore che a fine giugno andrà in pensione. "In altre circostanze la Svizzera ha largamente beneficiato della sua indipendenza monetaria. La sua economia funziona meglio di quella della gran parte dei suoi vicini. E gli svizzeri possono approfittare di una valuta forte".

Alcuni paesi dell'Eurozona - insiste Danthine - si vedono confrontati con grandi svantaggi per non poter condurre una politica indipendente. "L'esperienza storica mostra che questo sarebbe stato anche il caso della Svizzera se si fosse integrata in un blocco più vasto".

Il 65enne ammette comunque che occorre anche essere realisti: tutti sono interdipendenti e nessuna banca centrale, nemmeno quelle più grandi, è completamente isolata dalle decisioni di politica monetaria degli altri.

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SDA-ATS