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La crisi dell'Eurozona non dovrebbe tornare a farsi virulenta, ma un inasprimento della situazione "non è fondamentalmente da escludere" dopo il risultato scaturito dalle urne in Italia: lo sostiene il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS) Thomas Jordan:

N'intervista alla "Handelszeitung" in edicola domani egli ribadisce per l'ennesima volta la volontà di difendere il cambio minimo fra euro e franco.

In primo piano vi sono attualmente le sorti della Penisola. "L'instabilità o uno sviluppo nella direzione sbagliata avrebbero conseguenze non solo per l'Italia, bensì anche per l'Europa, i mercati finanziari e persino per l'economia mondiale", mette in guardia l'esperto.

Quanto sta succedendo in Italia ha già avuto ripercussioni sul cambio fra la moneta europea e il franco, che è tornato a rafforzarsi. A questo proposito Jordan ha assicurato che la BNS continuerà a difendere la soglia minima di 1,20 per evitare un eccessivo apprezzamento della valuta elvetica. L'istituto riesaminerà la situazione solo quando la politica monetaria si rivelerà troppo espansiva: "ma questo oggi non è in discussione". Non vi è alcun segnale di inflazione e quindi "siamo assai lontani da un abbandono dalla politica del cambio minimo", ha sottolineato il presidente della BNS.

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SDA-ATS