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La Banca nazionale svizzera (BNS) ha subito nella prima metà del 2013 una perdita consolidata di 7,3 miliardi di franchi, soprattutto a causa della diminuzione del valore degli stock di oro, pari a 13,2 miliardi. A fine giugno un kg del prezioso metallo valeva 36'168 franchi, contro 48'815 a fine dicembre. Le posizioni in valute estere hanno invece generato un utile di 5,8 miliardi, ha comunicato oggi l'istituto di emissione.

I conti evidenziano 3,4 miliardi di franchi di interessi incassati e 1,0 miliardi di dividendi ricevuti. I corsi delle obbligazioni e delle azioni non sono evoluti in modo uniforme: sui primi risulta una perdita di 6,3 miliardi, sui secondi un guadagno di 5,3 miliardi di franchi, rileva la BNS in una nota.

Le oscillazioni dei cambi hanno generato utili per 2,3 miliardi di franchi. A fronte di guadagni su dollaro ed euro figurano perdite sullo yen e sulla sterlina, rileva l'istituto di emissione.

Nel periodo in esame i prestiti allo StabFund, in cui son confluiti i cosiddetti titoli tossici dell'UBS, sono stati portati da 4,4 miliardi a 1,2 miliardi; il rischio complessivo per la BNS è sceso da 5,1 a 1,7 miliardi di franchi. Di oggi la notizia che l'UBS intende riacquistare quanto rimane dello StabFund. Quest'ultimo tra gennaio e giugno ha generato un utile di 830 milioni di dollari. Il contributo all'utile consolidato della BNS ammonta a 316 milioni di franchi.

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SDA-ATS