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La Banca nazionale svizzera (BNS) è preoccupata dall'evoluzione del mercato ipotecario. Circa il 40% dei nuovi crediti concessi non rispetta la regola di base di sostenibilità a lungo termine per un'economia domestica: secondo questa formula gli interessi da pagare sul prestito non devono superare la quota di un terzo degli introiti del debitore, un parametro che è però da calcolare con tassi di interesse storici, vale a dire del 5%.

"Le banche hanno scelto un profilo di rischio elevato, probabilmente perché pensano che il periodo dei tassi bassi continuerà. Attiriamo però la loro attenzione sul fatto che questo rischio, così come viene calcolato, potrebbe essere sottostimato", spiega il vicepresidente dalla direzione della BNS, Jean-Pierre Danthine, in un'intervista pubblicata oggi dalla "Sonntagszeitung" e da "Le Matin Dimanche".

Si tratta quindi di prepare gli istituti all'ineluttabile aumento dei tassi. "Proteggere le banche significa tutelare le economie domestiche", osserva Danthine, che fa riferimento alle misure già prese dalla BNS per calmare il mercato. Questi interventi potrebbero avere già avuto effetto: diversi indicatori dicono infatti che l'aumento dei prezzi degli immobili è stato meno forte nel primo semestre 2013 che nello stesso periodo del 2013.

Rimane però il fatto che "la facilità di accesso al credito funge da incitamento, direi addirittura da trappola", continua Danthine. Non è perciò ancora possibile dire se sarà possibile evitare "l'atterraggio duro". La BNS è convinta però che sia più sensato intervenire per tempo e in modo morbido che tardi e duramente. L'istituto di emissione sta anche valutando quale sarebbe l'impatto di una rapida progressione dei tassi sul rifinanziamento dei crediti da parte delle banche.

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SDA-ATS