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L'economia svizzera non farà fuoco e fiamme, ma è pur sempre in crescita.

Keystone/AP dapd/NIGEL TREBLIN/DDP

(sda-ats)

Negli ultimi tre mesi, poco o nulla è cambiato sulle prospettive di crescita per l'economia svizzera. Gli esperti di Banca Nazionale (BNS), Seco e KOF oggi hanno mantenuto le previsioni per quest'anno, con un incremento del Pil di poco superiore al punto percentuale.

La BNS punta su un'espansione del prodotto interno lordo (Pil) compreso fra l'1,0% e l'1,5% nel 2016. La Segreteria di stato dell'economia (Seco) scommette sull'1,4%, mentre il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico federale di Zurigo (KOF), più prudente, si aspetta l'1,0%. Tutte e tre le previsioni ricalcano perfettamente quelle avanzate in marzo.

Per il 2017, secondo la Seco la crescita accelererà all'1,8% (conferma la stima di tre mesi fa), mentre il KOF ha leggermente ridotto il suo pronostico, dal 2,0% all'1,9%. Come di sua consuetudine, la BNS non getta ancora lo sguardo all'anno successivo.

Più importanti per l'istituto di emissione sono le stime sull'inflazione, in parte corrette al rialzo rispetto a marzo, a causa del netto aumento del prezzo del petrolio. L'indice dei prezzi al consumo dovrebbe variare del -0,4% quest'anno (-0,8% nella previsione precedente) e del +0,3% nel 2017 (+0,1%). Rimane per contro fermo lo 0,9% preventivato per il 2018.

Nel primo trimestre il Pil è aumentato dello 0,4% su base annua e gli indicatori segnalano un'ulteriore ripresa, spiega la BNS. Le esportazioni dovrebbero rinvigorirsi: questo dovrebbe rafforzare la tendenza delle aziende ad investire, con ricadute positive sul mercato del lavoro. L'istituto si aspetta una stabilizzazione del tasso di disoccupazione nella seconda metà dell'anno.

Più concreta in proposito è la Seco: la quota dei senza lavoro raggiungerà il 3,6% nel 2016 per poi scendere al 3,5% nel 2017. Gli esperti della Confederazione si rallegrano del ritorno della crescita in vari paesi europei perché questo avrà un effetto positivo sul commercio estero. La bilancia commerciale non sostiene però la ripresa perché l'espansione economica permane debole nelle economie emergenti. Viene pure segnalato un calo del dinamismo negli Usa. Tenendo conto di queste tendenze contraddittorie, la Seco ha leggermente rivisto verso l'alto le previsioni sulle esportazioni, che dovrebbero progredire del 4,0% quest'anno (stima di marzo +3,3%) e del 3,7% nel 2017 (+3,8%).

Meno ottimista è il KOF, che vede sotto pressione vari settori orientati verso l'estero. Per gli specialisti di Zurigo l'export aumenterà del 3,5% quest'anno e del 2,7% nei dodici mesi successivi. Tuttavia dato che contemporaneamente le importazioni dovrebbero registrare una progressione più marcata (rispettivamente +4,9% e +3,2%), il contributo al Pil delle esportazioni dovrebbe diminuire.

Dal canto loro, i consumi privati continuano a costituire un importante sostegno congiunturale e dovrebbero salire dell'1,6% nel 2016 e dell'1,4% l'anno prossimo.

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SDA-ATS