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Il presidente della Banca nazionale svizzera Thomas Jordan continua a intravvedere seri rischi nel mercato immobiliare, la cui dinamica dei prezzi non accenna a indebolirsi malgrado l'aumentato "cuscinetto" di capitale anticiclico.

In base ai dati disponibili per il primo trimestre del 2014 non vi sono le condizioni per un segnale di cessato allarme, ha spiegato Jordan all'assemblea degli azionisti della BNS riuniti a Berna. L'istituto di emissione, ha detto, continuerà ad osservare attentamente l'evoluzione del mercato immobiliare e ipotecario e a scadenze regolari valuterà l'opportunità di varare ulteriori adeguamenti.

Le prospettive per l'economia svizzera, secondo Jordan, rimangono positive e quest'anno il pil elvetico dovrebbe crescere nella stessa misura del 2013, ossia del 2%.

I rischi tuttavia non mancano: "la crisi europea è meno virulenta, ma non è stata ancora superata". Un motivo di preoccupazione è anche rappresentato dalla politica monetaria, molto espansiva nei paesi industrializzati, mentre nei paesi emergenti sono possibili ulteriori aumenti dei tassi di riferimento.

Il voto sull'immigrazione di massa viene considerato da Jordan "un fattore supplementare di insicurezza per l'economia". Ancora non è chiaro come l'iniziativa verrà attuata e quali saranno le conseguenze sulle relazioni con l'Unione europea. "Gli effetti economici del voto popolare non possono al momento essere quantificati in modo serio".

SDA-ATS