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BNS: soddisfazione partiti e associazioni per nomine

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 aprile 2012 - 18:35
(Keystone-ATS)

Sono bravi e capaci, ora lasciamoli lavorare e soprattutto la politica rimanga fuori: questo in estrema sintesi l'orientamento della larga maggioranza delle reazioni alle nomine odierne di Thomas Jordan e Fritz Zurbrügg in seno alla Banca nazionale svizzera (BNS). Il PLR critica apertamente la designazione di Jean Studer, consigliere di Stato socialista neocastellano, alla testa dell'organo di sorveglianza dell'istituto.

Per l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB) i due economisti Jordan e Zurbrügg sono personalità valide: il primo ha fatto un buon lavoro già come presidente della direzione ad interim, mentre il secondo è ottimamente integrato a livello politico e internazionale, ha indicato all'ats il portavoce Thomas Sutter.

Per l'ASB l'importante è che la BNS rimanga indipendente. Dopo la chiusura definitiva della fase di successione di Philipp Hildebrand deve ora tornare la calma in seno all'istituto: basta quindi con le ingerenze politiche, a cominciare dai tentativi di influenzare i tassi di cambio.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche economiesuisse, che per bocca del direttore Pascal Gentinetta ricorda come l'associazione delle imprese si fosse subito pronunciata in favore di Jordan alla guida operativa. Pure Zurbrügg viene definita una persona molto qualificata. Quanto alla scelta di Jean Studer alla testa del Consiglio di banca si tratta di un passo logico, visto che il consigliere di Stato neocastellano già occupava la poltrona di vicepresidente, ha spiegato Gentinetta. "Siamo convinti che la BNS possa continuare ad esercitare il suo mandato nelle migliori condizioni", ha aggiunto.

Per Swissmem, l'associazione padronale che rappresenta l'industria meccanica, elettrotecnica e metallurgica, Thomas Jordan è una buona scelta che segnala continuità, in particolare in relazione alla difesa del corso minimo del franco. Importante è il fatto che la designazione sia finalmente arrivata, ha fatto presente l'addetto stampa Ivo Zimmermann.

Anche diversi esponenti borghesi accolgono con favore le mosse del governo, sebbene affiori anche qualche critica proprio riguardo ai tempi di decisione, giudicati troppo lunghi da taluni.

"La BNS non deve essere influenzata dalla politica, altrimenti il suo fallimento è garantito", afferma il consigliere nazionale Filippo Leutenegger (PLR/ZH), interrogato dall'ats. L'imprenditore ha fiducia nella capacità di Thomas Jordan di guidare l'istituto.

Anche il consigliere agli stati Pirmin Bischof (PPD/SO) è convinto che il nuovo triumvirato alla testa della BNS sarà risparmiato da influenze politiche. "Jordan non è un gran venditore, ma in compenso è capace e indipendente". Durante i lavori parlamentari per elaborare la normativa relativa al "too big to fail" (istituti troppo grandi per essere lasciati fallire) Jordan si è dimostrato capace di una dura resistenza nei confronti degli interventi di UBS e Credit Suisse, spiega Bischof.

Pure l'esperto finanziario e consigliere nazionale Hans Kaufmann (UDC/ZH) esprime soddisfazione per le designazioni odierne. Il deputato deplora però il fatto che Fritz Zurbrügg sia rimasto solo due anni al vertice dell'Amministrazione federale delle finanze. A suo avviso Zurbrügg è una personalità capace che mancherà: ora infatti torna l'insicurezza riguardo al futuro delle finanze federali.

Un certo rammarico traspare anche riguardo al lungo periodo di tempo passato prima della nomina di Jordan, che secondo Kaufmann poteva essere interpretato come un voto di sfiducia: il governo potrebbe aver pensato che magari sarebbe emersa una personalità migliore. Dello stesso parere anche Bischof, che fa presente come anche solo l'apparenza di instabilità sia pericolosa per l'istituto d'emissione.

Da parte sua il Partito socialista sottolinea in un comunicato la "promozione" di Jean Studer ed esprime soddisfazione per la designazione di Jordan. In controtendenza rispetto a chi invita la politica ora a fare un passo indietro, il PS ribadisce peraltro la sua richiesta di innalzare da 1,20 a 1,40 la soglia minima del corso dell'euro nei confronti del franco.

Questo attivismo del PS non va giù al PLR, che non accoglie con favore la nomina di Studer: la carica viene assunta da un politico attivo e quindi i conflitti di interesse rischiano di essere all'ordine del giorno, si legge in un comunicato. La formazione di Fulvio Pelli invita quindi il consigliere di Stato a ritirarsi immediatamente dall'esecutivo neocastellano, senza aspettare le prossime elezioni fra un anno. Il PLR esprime peraltro dubbi di fondo sulla designazione di Studer, che milita nelle file di un partito "che non ha mai rispettato l'indipendenza della BNS".

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