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La banca nazionale svizzera (BNS) riduce la cerchia dei titolari di conti giro presso l'istituto esentati dal versamento di interessi negativi: saranno sottoposti al balzello anche entità vicine alla Confederazione, come la cassa pensione Publica e quella della BNS.

Sfuggiranno agli interessi inferiori allo zero solo i conti dell'amministrazione federale centrale e quelli del fondo di compensazione AVS/AI/IPG, informa l'istituto in un comunicato odierno. La banca si riserva comunque di osservare anche l'evoluzione di questi conti. Per tutti gli altri aventi diritto federali i per cento negativi scatteranno da un importo di 10 milioni di franchi.

Sono stati per contro chiusi i conti dei cantoni di Ginevra e Zurigo, nonché quello della città di Zurigo. Secondo la BNS venivano usati poco e i loro titolari non fanno più parte delle cerchie con cui la banca affronta i suoi affari.

In concomitanza con l'abbandono del cambio minimo la BNS il 15 gennaio ha introdotto interessi negativi dello 0,75% sui suoi conti giro a partire da determinate soglie. Questo ha creato disparità di trattamento e malumori vari. Alcuni si sono chiesti perché certi cantoni o i dipendenti federali fossero privilegiati. Il presidente dell'Associazione svizzera delle istituzioni di previdenza (ASIP) Hanspeter Konrad, come peraltro diversi politici, avevano auspicato che tutte le casse pensioni fossero esonerate.

Ma la BNS ha fin da subito risposto picche, puntando al contrario a una diminuzione delle deroghe. Cosa che appunto oggi è stata messa in pratica.

Nel frattempo si sono però anche levate le voci di chi vorrebbe un'applicazione diversa degli interessi negativi. Se l'obiettivo della misura è quello di evitare un assalto da parte di patrimoni esteri, secondo taluni - è per esempio l'opinione di Yves Mirabaud, presidente dell'Associazione dei banchieri privati svizzeri - la gabella andrebbe pagata dai titolari non residenti in Svizzera.

Anche stando a Jean-Pierre Béguelin, ex capoeconomista di Pictet ed ex direttore studi per la BNS, intervistato ieri sera dalla radio romanda RTS, ci si può chiedere se ha senso imporre a tutta la popolazione quella che può apparire una nuova tassa che può portare a incentivare comportamenti non desiderati. La banca centrale probabilmente però preferisce imporre lo stesso regime a tutti perché volendo differenziare dovrebbe passare attraverso il Consiglio federale.

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SDA-ATS