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Bolivia: si voterà il 3 maggio per presidente e parlamento

Le elezioni del 20 ottobre erano state annullate a causa di forti tensioni sociali e per le accuse di "gravi irregolarità" nella vittoria al primo turno del presidente Evo Morales (nella foto). Keystone/ALESSANDRO DELLA VALLE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 04 gennaio 2020 - 11:13
(Keystone-ATS)

I boliviani torneranno alle urne il 3 maggio per eleggere il presidente ed i membri del parlamento, sei mesi e mezzo dopo le elezioni annullate del 20 ottobre scorso.

La data della consultazione elettorale doveva essere annunciata lunedì, ma è stata anticipata dal vicepresidente del Tribunale supremo elettorale (Tse), Oscar Hassenteufel, e successivamente confermata dal presidente dell'organismo, Salvador Romero.

Lo stesso Romero ha precisato che, in caso si rendesse necessario un secondo turno, questo si svolgerà 45 giorni dopo il primo, ossia dopo il 15 giugno. La prossima settimana, ha aggiunto, sarà pubblicato il calendario ufficiale delle elezioni a cui non parteciperanno né l'ex presidente Evo Morales, né il suo vice Alvaro García Linera.

Le elezioni di ottobre, formalmente vinte al primo turno da Morales nei confronti del suo principale sfidante, l'ex presidente Carlos Mesa, sono state annullate il 24 novembre da una legge promulgata dalla presidente ad interim, Jeanine Anez, appoggiata dall'opposizione.

Le lettere di dimissioni presentate dall'ex capo dello Stato e dal suo vice il 10 novembre, a seguito delle pressioni di piazza, non sono però mai state esaminate dal parlamento, come prevede la Costituzione. E Morales, riparato in Argentina, sostiene di essere ancora presidente in carica fino al 22 gennaio, data di scadenza ufficiale del suo mandato. La presidente del Senato Eva Copa ha reso noto che la lettura delle lettere di rinuncia avverrà "nei prossimi giorni".

Intanto il Tribunale costituzionale plurinazionale (Tcp) è stato incaricato di verificare la possibilità di estendere il mandato delle attuali autorità presidenziali e parlamentari, che scade appunto il 22 gennaio. Per questo, prima di quella data, dovrà emettere una sentenza sulla costituzionalità di uno specifico progetto di legge inviatogli dal Senato che prevede la proroga del mandato.

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