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Bolivia: violenze a Cochabamba, un morto e 89 feriti

Scontri tra manifestanti e polizia. Keystone/AP/JUAN KARITA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2019 - 08:29
(Keystone-ATS)

Gravi incidenti sono avvenuti ieri a Cochabamba (Bolivia centrale) fra sostenitori del governo e oppositori dei comitati civici e del partito Comunidad Ciudadana, che hanno avuto un bilancio provvisorio di un morto e 89 feriti.

I disordini di maggiore rilievo sono avvenuti a Vinto, comune vicino a Cochabamba, dove un giovane di 20 anni è morto, mentre i manifestanti antigovernativi hanno incendiato l'edificio del comune e preso in ostaggio e maltrattato la sindaca Patricia Arce, sostenitrice del presidente Evo Morales, costretta a sfilare con il corpo dipinto di rosso. Il ragazzo è la terza vittima fatale da quando sono cominciate le proteste dopo la vittoria alle presidenziali di Morales.

Il giovane deceduto, ha riferito il quotidiano "La Razon", contribuiva al blocco del ponte Huayculi, a Quillacollo. La sorella della vittima ha dichiarato che "il partito (del candidato oppositore Carlos) Mesa e (del presidente del "Comité pro Santa Cruz" Luis Fernando) Camacho lo avevano assoldato. Visto che studiava, voleva guadagnare un po' di denaro".

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