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Il presidente boliviano Evo Morales.

KEYSTONE/EPA EFE/MARTIN ALIPAZ

(sda-ats)

Il presidente boliviano Evo Morales vuole chiedere che "mediatori", quali l'Onu o Papa Francesco, controllino l'attuazione della sentenza che sarà emessa dalla Corte Internazionale di Giustizia nella causa contro il Cile in merito allo sbocco sovrano sul mare.

Morales ha parlato oggi in un incontro con i media internazionali della richiesta presentata dal suo Paese presso la Corte Internazionale di Giustizia con sede a L'Aia, per obbligare il Cile a negoziare un accesso della Bolivia all'Oceano Pacifico.

"Sarebbe bello se dopo la sentenza ci fossero alcuni mediatori per seguirla", ha dichiarato Morales in merito alla decisione della Corte, attesa per quest'anno. "Non so se le Nazioni Unite hanno già l'obbligo di far rispettare le sentenze", ha aggiunto.

Morales ha poi riferito che a fare da mediatori potrebbero essere "forse Papa Francesco, forse altri organismi, personaggi". La Bolivia si aspetta una sentenza favorevole alle sue richieste, e il presidente ha sottolineato che "un Paese democratico come il Cile ha l'obbligo di rispettare ogni risoluzione emessa dalla Corte".

Il presidente boliviano spera che la controversia non continui all'infinito, dato che Bolivia e Cile "saranno per sempre due Paesi confinanti" che devono cercare una soluzione. "Siamo fratelli, siamo vicini, e possiamo completarci a vicenda, abbiamo bisogno del Cile, e anche il Cile ha sicuramente bisogno di noi", ha detto. Evo Morales presiederà la delegazione del suo Paese che dal prossimo 19 marzo presenterà alla Corte all'Aia le argomentazioni orali, considerate la fase finale del processo.

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SDA-ATS