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L'uomo che le autorità thailandesi considerano la "mente" dell'attentato del 17 agosto a Bangkok - 20 morti e oltre 120 feriti - è fuggito in Turchia, dopo un periodo passato in Bangladesh. Lo ha comunicato oggi il portavoce della polizia Prawut Thavornsiri.

L'uomo, che è di nazionalità cinese ed è stato identificato come Abudureheman Abudusataer - alias "Ishan" - "ha lasciato Dacca (Bangladesh) per Delhi (India) il 30 agosto. Da lì è volato ad Abu Dhabi, e il 31 è partito per Istanbul. Quella è la sua destinazione finale, è chiaro", ha detto il portavoce. Le indagini avevano già appurato che "Ishan" aveva lasciato la Thailandia il 16 agosto, un giorno prima dell'attentato.

La polizia di Bangkok ha arrestato finora due uomini della presunta gang, uno dei quali ha ammesso di aver consegnato lo zainetto-bomba all'attentatore. Altri 12 mandati di arresto sono stati emessi dalle autorità thailandesi, mentre oggi la Malaysia ha annunciato di aver catturato altri tre sospettati - due malesi e un pachistano - su indicazione degli investigatori di Bangkok.

Tutti gli arrestati e i ricercati finora appaiono di religione musulmana, e molti sono turchi o uiguri, una minoranza turcofona e musulmana che reclama una maggiore autonomia nell'enorme provincia occidentale cinese dello Xinjiang.

Molti analisti vedono quindi nell'attentato una possibile "pista uigura" come vendetta per la deportazione di 109 esponenti della minoranza da Bangkok a Pechino lo scorso luglio. Il governo thailandese, forse anche per la scomodità diplomatica del caso, sembra però prediligere come movente la vendetta di una banda di trafficanti di esseri umani.

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SDA-ATS