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Bombardier ha annunciato ieri di voler sopprimere 650 posti di lavoro in Svizzera.

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

L'incontro fra due consiglieri di Stato vodesi e i rappresentanti di Bombardier, deciso dopo l'annunciato taglio di 650 posti di lavoro in Svizzera, soprattutto nel canton Vaud, lascia ancora molte domande aperte.

I consiglieri di Stato Philippe Leuba e Nuria Gorrite "non si esprimono ancora su questo delicato argomento" e aspettano di ricevere risposte ai loro quesiti, ha comunicato oggi il Cantone. Un nuovo incontro si svolgerà presto.

"Numerose domande" sono ancora senza risposta, si legge nella nota. Il governo vodese garantisce "ai collaboratori di Bombardier il massimo sostegno".

L'azienda canadese, attiva nella costruzione di treni e aerei, è nel pieno di una ristrutturazione e taglierà 650 impieghi in Svizzera. La sede di Villeneuve (VD) è particolarmente colpita dalla misura.

La situazione non avrà però conseguenze sulla prevista fornitura dei convogli a due piani alle FFS: ne verranno consegnati 23 entro la fine dell'anno come concordato, ha detto il portavoce di Bombardier Andreas Bonifazi. Anche le stesse FFS "partono dal presupposto che non ci saranno ritardi nella fornitura", ha detto all'ats il portavoce Jean-Philippe Schmidt.

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SDA-ATS