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non è più lo scimpanzé, bensì il bonobo, raro primate della famiglia degli ominidi, il 'ritratto' vivente più simile a quello degli antichi progenitori dell'uomo.

KEYSTONE/AP/MICHAEL PROBST

(sda-ats)

Lo scimpanzé perde il suo primato: non è più lui, bensì il bonobo, raro primate della famiglia degli ominidi, il 'ritratto' vivente più simile a quello degli antichi progenitori dell'uomo.

Lo spiegano sulla rivista Scientific Reports i ricercatori della Howard university di Washington, guidati da Rui Diogo, che hanno messo a confronto la loro anatomia, scoprendo che i loro muscoli erano i più somiglianti a quelli umani.

''I muscoli dei bonobo sono cambiati pochissimo. Ciò significa che sono gli esemplari di antenati viventi più vicini che possiamo avere'', spiega Bernard Wood, uno dei ricercatori.

Per gli studiosi, l'uomo moderno, scimpanzé e bonobo si sono separati circa 8 milioni di anni fa, con le due specie di primati che a loro volta si sono differenziate 2 milioni di anni fa, sviluppando poi tratti e caratteristiche fisiche diverse, pur rimanendo geograficamente abbastanza vicini, nei dintorni del fiume Congo. Un'evoluzione che ha spinto i ricercatori a confrontarli con gli esseri umani.

Studiando i muscoli dei bonobo, hanno così scoperto che sono molto più simili all'anatomia umana rispetto agli scimpanzé. In passato erano già stati fatti degli studi sulle somiglianze e differenze tra il Dna di bonobo e scimpanzé, ma questo è il primo a mettere a confronto i loro muscoli con l'uomo. ''Il nostro lavoro ha anche mostrato un mosaico evolutivo tra queste tre specie, nel senso che alcune caratteristiche sono condivise tra uomini e bonobo, altre tra uomini e scimpanzé, e altre tra le due specie di scimmie'', commenta Diogo.

Una mescolanza che può essere ''collegata ad un'evoluzione molecolare molto simile tra le tre specie: ogni specie di scimpanzé condivide circa il 3% di tratti genetici con l'uomo, che non sono presenti in altre specie di scimpanzé'', conclude.

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SDA-ATS