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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non ha trovato riscontri di una eventuale istigazione alla violazione del segreto d'ufficio nelle sue file da parte dell'ex diplomatico Thomas Borer, che rappresenta attualmente gli interessi in Svizzera, anche in ambito giudiziario, del governo del Kazakistan. La Procura federale ha comunque sottoposto ieri sera il dossier alla propria autorità di vigilanza, affinché decida su ulteriori, eventuali indagini.

L'MPC ha confermato oggi all'ats una informazione al riguardo pubblicata oggi dalla "NZZ". Il giornale zurighese aveva già rivelato lo scorso 21 gennaio l'esistenza di alcune email scambiate nel 2013 tra Borer e uffici del governo del Kazakistan e nelle quali l'ex ambasciatore svizzero in Germania - nel proporre allora i suoi servizi - avrebbe vantato sue supposte "informazioni insider" provenienti dall'MPC. La maggior parte delle mail, sempre secondo la "NZZ", riguardavano Viktor Khrapunov, ex ministro dell'energia finito in disgrazia in patria, rifugiatosi in Svizzera e contro il quale il Kazakistan, che lo accusa di arricchimento fraudolento, chiede a Berna di procedere penalmente.

In una mail all'ats, l'MPC afferma che nel corso dei "chiarimenti interni" effettuati "non è emerso alcuni indizio che il signor Borer abbia contattato un dipendente della Procura federale per ottenere informazioni su un procedimento" in corso. "Considerata l'eco mediatica" suscitata dalla vicenda ha tuttavia deciso di informare l'Autorità di vigilanza sull'MPC (AV-MPC), organismo indipendente attivo dal primo gennaio 2011, affinché questa decida se sia opportuno far avviare indagini "da una persona interna o esterna" alla Procura federale. Ieri sera è stato informato il presidente della AV-MPC, il giudice federale Niklaus Oberholzer.

Nella nota si precisa pure che un pranzo in agenda il prossimo 11 marzo tra il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber e Borer è stato "annullato per motivi operativi". Lo scorso 23 gennaio il servizio giuridico dell'MPC aveva puntualizzato che scopo del pranzo in questione sarebbe stato un semplice "scambio generale di opinioni su questioni attuali". Nella stessa presa di posizione si indicava che Lauber "non conosce personalmente da vicino Borer" e che lo ha finora incontrato una sola durante un aperitivo, parlando con lui di "questioni allora attuali riguardanti il dispositivo anti riciclaggio in Svizzera".

Queste puntualizzazioni fanno riferimento alla citazione, da parte della "NZZ" di un'altra mail di Borer, inviata il 30 luglio 2013 in Kazakistan. In essa si parlava di un previsto "pranzo amichevole" con Lauber, in cui Borer avrebbe anche potuto eventualmente abbordare un qualche caso kazako se istruito in tal senso. Secondo il servizio giuridico dell'MPC, "il procuratore generale incontra continuamente persone della vita pubblica per uno scambio di opinioni su questioni attuali".

Thomas Borer, ex ambasciatore di Svizzera in Germania e in precedenza capo della "task force" di Berna sui fondi ebraici in giacenza negli anni Novanta, rappresenta attualmente in Svizzera gli interessi del governo del Kazakistan. Alla "Basler Zeitung" ha così descritto i suoi compiti: "Consiglio il ministero kazako della giustizia nella collaborazione con le autorità elvetiche in rapporto a procedimenti penali riguardanti personalità che hanno frodato il Kazakistan per miliardi e hanno riciclato parte di questo denaro in Svizzera". Borer nega di aver incitato un dipendente della Procura federale a violare il segreto d'ufficio nell'ambito di questo suo mandato.

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SDA-ATS