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Il caso Cipro potrebbe riaccendere la crisi del debito nell'euro zona. È il timore che fa crollare questa mattina le borse del Vecchio Continente. L'Euro Stoxx cede l'1,63%, Milano (-2,23%) e Madrid (-2,2%) sono le prime a piegarsi sotto il peso delle vendite. Londra cede l'1%, Parigi l'1,3% e Francoforte l'1,22 per cento. Zurigo è in flessione frazionale.

A Nicosia si è appresto che il Parlamento cipriota (56 deputati) è stato convocato oggi per esprimersi sul prelievo forzoso sui conti correnti e sui depositi nelle banche dell'isola richiesto dell'Ue in cambio di un piano di salvataggio da 10 miliardi di euro.

La proposta dei ministri delle Finanze dell'eurozona - che prevede un'imposta del 9,9% sui depositi di oltre 100.000 euro e del 6,75% per quelli di importo inferiore - ha provocato la rabbia dei correntisti ciprioti e degli stranieri residenti perchè è la prima volta che, per salvare l'economia di un Paese, vengono toccati i risparmi dei suoi cittadini. Ieri la gente ha praticamente svuotato gli sportelli automatici delle banche per garantirsi un minimo di contante in vista di giornate molto incerte.

Il presidente cipriota Nikos Anastasiades, parlando ieri sera alla nazione, ha ribadito di aver fatto la "scelta meno dolorosa" accettando l'accordo per salvare l'economia del Paese ed ha assicurato che sta ancora facendo pressione affinchè l'Ue cambi decisione "per minimizzare l'impatto" sui piccoli depositi.

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SDA-ATS