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MILANO - La forza delle materie prime, petrolio in testa, e dei titoli collegati, è stata maggiore delle incertezze sulla manovra di aiuto alla Grecia: le Borse europee hanno chiuso generalmente in aumento, con Atene che è però scivolata di oltre due punti percentuali.
L'indice Stxe 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, è cresciuto dello 0,37%, con Amsterdam spinta a un rialzo superiore al punto percentuale soprattutto dalla corsa del 3,98% del gigante dei metalli Arcelormittal. In leggero calo, tra i mercati azionari principali, solo Zurigo, appesantita dal settore farmaceutico.
Anche se sono state smentite le indiscrezioni secondo le quali Eurostat avrebbe ricalcolato al rialzo il deficit del 2009 della Grecia, così come l'ipotesi che il governo ellenico voglia rivedere il meccanismo di salvataggio con l'UE per evitare un intervento dell'FMI, Atene ha vissuto una giornata nera, con l'indice delle banche che ha ceduto quasi il 5%.
Nel resto del settore del credito europeo spicca invece il recupero di diversi istituti irlandesi (Bank of Ireland +12,25%) e scandinavi. Bene anche il Banco Popular Espanol e Crédit Agricole, che salgono rispettivamente dell'1,84% e dell'1,63%. In calo Société Générale, in flessione dello 0,88%.
Forti acquisti soprattutto sui titoli minori dell'energia (Technip +3,41%), mentre tra i big il migliore è stato British Petroleum, in aumento finale del 2,38%. Nelle auto l'alleanza definita tra i due giganti francesi e tedeschi ha fatto bene soprattutto a Renault, cresciuta del 3,86%, mentre Daimler ha chiuso con il modesto rialzo dello 0,28%.

SDA-ATS