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Borsa: Europa euforica, fiducia patto Merkel-Sarkozy

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2011 - 20:24
(Keystone-ATS)

L'intervento degli stati a sostegno della banche europee mette le ali alle Borse, che portano all'8,5% i guadagni messi a segno nelle ultime quattro sedute: si tratta del maggior rally da novembre 2008.

Restano le incertezza sulle sorti della Grecia, con la troika (Fmi, Bce e Ue) fino a domani al lavoro ad Atene, ma i mercati nel Vecchio Continente, al pari di Wall Street, accolgono con euforia, dopo una iniziale cautela, il patto tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy per ricapitalizzare le banche e per risolvere la crisi del debito dell'eurozona. E il fatto che i due leader europei abbiano indicato anche una data per il loro piano, tre settimane, ossia entro il G20 in programma a Cannes ai primi di novembre, deve aver convinto gli investitori che, in caso di default, la Grecia non manderà a picco anche i suoi creditori.

Il tempo stringe e il primo banco di prova per l'intervento dei governi è il salvataggio di Dexia. Il gruppo franco belga, pesantemente esposto sui titoli di stato greci, italiani e spagnoli, è entrano agli scambi sull'Euronext di Bruxelles nel pomeriggio, dopo l'annuncio dello spezzatino, e ha fatto uno scivolone del 36% per poi rimbalzare del 10% e terminare in calo del 4,7%.

Se il patto Merkel-Sarkozy viene citato come la leva della galoppata anche di Wall Street, che si è messa a correre trascinando a sua volta l'Europa nell'ultima fase della seduta, sono stati altri i settori, più che i bancari, a spingere i listini del Vecchio Continente. Prima di tutto le materie prime e i petroliferi, poi le auto, fiacche nella prima parte della seduta.

La miglior performance è stata segnata da Milano (+3,6%) dove Unicredit ha guadagnato oltre il 12%, per nulla impressionata dalle perdite dell'austriaca Erste (-9%) per le svalutazioni nell'Est Europa. In gran spolvero anche Francoforte (+3%) mentre Parigi e Londra hanno chiuso rispettivamente in crescita del 2,1 e dell'1,8%. Maglia nera ad Atene (-1,8%), zavorrata dalle banche.

Sul mercato dei titoli di stato infine, da segnalare che lo spread tra Btp e Bund dopo essere salito oltre i 350 punti base a seguito del taglio del rating dell'Italia da parte di Fitch venerdì scorso, è tornato sotto quella soglia. Ridimensionati a 290 punti anche i differenziali nei rendimenti, sempre rispetto ai Bund, dei bond governativi spagnoli. Questo, malgrado la Bce abbia ridotto a 2,3 miliardi di Madrid nell'ultima settimana gli acquisti dei buoni del tesoro soprattutto italiani e spagnoli, a sostegno dei quali si sta muovendo dallo scorso agosto.

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