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Aria pesante su tutte le Borse per un cocktail di avvenimenti particolarmente indigesto per i mercati: dopo la debolezza dei listini asiatici strutturali, non la solita Tokyo 'drogata' dalla Banca centrale giapponese, avvicinandosi a metà seduta le piazze finanziarie europee cedono tra uno e due punti percentuali, con Milano in calo dell'1,9% e Madrid particolarmente pesante (-3%), 'contagiata' dalla vicina Lisbona (-5%).

Operatori e analisti guardano al rischio di tenuta del governo portoghese dopo le dimissioni del ministro delle Finanze e alle possibili conseguenze della questione derivati, con i titoli di Stato di Lisbona sotto la pressione della speculazione (+80 punti base il rendimento dei decennali, +6 e +5 per i bond spagnoli e italiani). Un ritorno della tensione che non piace al settore bancario, che accusa pesanti cali (-2,6% l'indice Dj stoxx di settore). Ma la debolezza delle banche è stata appesantita anche da un report di Standard % Poor's che ha tagliato il rating di importanti istituti come Barclays, Credit Suisse e Deutsche Bank.

Bene all'umore delle Borse non ha fatto ovviamente la frenata della Cina con l'indice Pmi non manifatturiero di giugno ai minimi da nove mesi mentre nell'Eurozona l'indice Pmi composito, che monitora l'andamento dei comparti servizi e manifatturiero, è stato rivisto in ribasso a giugno a 48,7 punti, confermando la contrazione dei due settori. Ad appesantire la giornata ci pensano anche le quotazioni del petrolio, che volano sulle tensioni in Egitto e superano per la prima volta dal settembre scorso i 100 dollari al barile a New York.

Ed è soprattutto all'America che si guarda per la seconda parte della giornata: a partire dal primo pomeriggio è attesa una raffica di importanti dati macroeconomici, compresi quelli sull'occupazione e la bilancia commerciale. Con una situazione che rasenta l'assurdo: la Fed analizza anche questi segnali per decidere se allentare la politica di sostengo all'economia e quindi, se i dati macro di questi giorni fossero positivi, c'è il concreto rischio che, per anticipare le mosse di Bernanke, i mercati azionari frenino ancora.

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SDA-ATS