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Borsa: nuovo tonfo Wall Street, Fed non basta

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2011 - 08:12
(Keystone-ATS)

L'impegno della Fed a usare gli strumenti a disposizione per aiutare l'economia non basta a Wall Street, che archivia un'altra giornata nera dopo il rally di ieri con i timori sull'Europa. Invece i titoli di stato americani tengono: il downgrade deciso da Standard & Poor's non mina la fiducia degli investitori nei Treasury, con i rendimenti ai minimi e una forte richiesta.

La fotografia dell'economia americana scattata dalla Fed e i timori per la banche europee affondano gli indici, che bruciano i guadagni della seduta precedente. Il Dow Jones chiude perdendo 519,83 punti, o il 4,62% a 10.719,94 punti. Il Nasdaq cede 101,47 punti, o il 4,09%, a 2.381,05 punti. Lo S&P 500 lascia sul terreno 51,77 punti, o il 4,42%, a 1.120,76 punti. I timori degli investitori si riflettono nel Market Volatility Index, l'"indice della paura", che sale del 23%.

"Il mercato si sposta dall'euforia alla depressione in un batter d'occhio. Gli investitori sono preoccupati per il rating della Francia e le banche sono sotto forte pressione", affermano gli analisti. I finanziari chiudono pesanti: Citigroup perde il 10%, Bank of America cede l'11%, JPMorgan arretra del 5,6%.

La Fed è l'unica, secondo gli osservatori, a poter sostenere la fragile ripresa e ha assicurato che userà tutti gli strumenti a sua disposizione per adempiere al suo ruolo. Il mercato si attende il terzo round di allentamento monetario ma gli economisti ritengono che l'impatto sarebbe modesto e si tradurrebbe in un aumento dell'inflazione.

L'attenzione è concentrata sull'appuntamento di Jackson Hole, l'annuale riunione dei banchieri, in cui Bernanke farà la sua prossima apparizione pubblica e da dove lo scorso anno ha annunciato il secondo round di allentamento monetario. Goldman Sachs si attende che fra la fine del 2011 e il prossimo anno, la Fed inizi a riacquistare titoli.

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