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Dopo un'apertura debole la borsa svizzera ha accentuato il movimento al ribasso: alle 11.30 l'indice dei valori guida SMI segnava 8363,00 punti (-0,94% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,81% a 8248,40 punti.

La propensione al rischio da parte degli investitori è chiaramente diminuita, complici i timori di un aggravarsi della situazione in Ucraina. Stanno incidendo negativamente anche gli ultimi dati congiunturali provenienti dalla Cina. A livello macroeconomico sono ora attesi impulsi sia dall'UE che - nel pomeriggio - dagli Usa.

Sul fronte interno sorvegliata speciale rimane Credit Suisse (-3,28%). Stando alla stampa domenicale in relazione al contenzioso fiscale negli Usa le autorità americane pretendono nomi di clienti e documenti. Si parla anche di multe nell'ordine di miliardi e - nel caso peggiore - di un'incriminazione che potrebbe costituire un pericolo per l'esistenza stessa della banca. Meno negativi sono gli altri bancari UBS (-1,15%) - che domani presenterà i risultati trimestrali - e Julius Bär (-1,24%).

Fra i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura ABB (-4,13%) soffre il fatto che da oggi è scambiata senza dividendo ed è quindi più in difficoltà di Adecco (-1,24%), Geberit (-1,22%) e Holcim (-1,34%). Meno sotto pressione sono i difensivi Nestlé (-0,66%), Novartis (-0,39%) e Roche (-0,90%).

Nel mercato allargato Publigroupe (-0,23%) ha annunciato la vendita di una partecipazione alla NZZ.

SDA-ATS