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La borsa svizzera ha accentuato nel pomeriggio il suo movimento al ribasso: alle 15.00 l'indice dei valori guida SMI segnava 8616,86 punti (-0,62% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era in flessione dello 0,66% a 8512,67 punti.

Gli investitori guardano con apprensione all'aggravarsi della situazione in Iraq, che è giunta inaspettata, e al conseguente aumento del prezzo del petrolio. Il timore è che un rincaro dell'energia possa ostacolare la ripresa mondiale.

Il mercato azionario viene comunque ancora descritto come sostanzialmente attraente: la gran parte degli specialisti si aspetta che a breve, passata una prima raffica di realizzi di guadagno e conseguente mini-correzione, i corsi tornino a salire.

Sul fronte interno in evidenza rimane Transocean (+2,44%), favorita dalla progressione del costo del greggio. Sono per contro in calo i titoli maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (-0,67%), Adecco (-1,45%), e Holcim (-1,45%), mentre fa eccezione Geberit (+1,94%), che approfitta di una raccomandazione di Goldman Sachs. Nel segmento del lusso Swatch (-0,19%) appare solo poco più tonica di Richemont (-0,92%).

Chiaramente negativo è il comparto finanziario. Perdite sono segnalate sia dai bancari UBS (-1,30%), Credit Suisse (-1,50%) e Julius Bär (-0,63%), sia dagli assicurativi Swiss Re (-0,44%) e Zurich (-0,64%).

Con il passare delle ore anche Nestlé (-0,36%) ha virato in negativo, scivolando verso gli altri due pesi massimi difensivi - Novartis (-0,25%) e Roche (-1,34%) - fin da subito trascinati dalla corrente generale.

SDA-ATS