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Borsa svizzera: amplia le perdite

Dopo un inizio debole la borsa svizzera sta ampliando le perdite. Alle 11.10 l'indice dei valori guida SMI segnava 8175,11 punti, in flessione dell'1,63% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI perdeva l'1,47% a 8478,35 punti.

Con il nuovo calo del prezzo del petrolio su tutte le piazze europee sono tornati i timori relativi alla crescita mondiale, ravvivati anche dagli ultimi indicatori cinesi e americani. Oggi non sono previsti importanti dati congiunturali e l'attenzione degli investitori è quindi tutta rivolta ai risultati aziendali.

In Svizzera crolla UBS (-7,85%), che subisce una contrazione analoga a quella registrata nel gennaio 2015 dopo l'abolizione del cambio minimo euro/franco. La banca ha presentato un utile 2015 di oltre 6 miliardi, il più elevato da cinque anni e a prima vista superiore alle attese. Ma gli analisti hanno osservato che il dato è dovuto ai crediti di imposta, che il risultato operativo è deludente e che nel quarto trimestre i margini sono in calo.

Sulla scia di UBS scende agli inferi anche Credit Suisse (-4,22%), che presenterà a sua volta giovedì i bilanci. Non è giornata nemmeno per il terzo valore bancario, Julius Bär (-2,61%). Male orientati sono pure i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-1,65%), Adecco (-2,67%), Geberit (-1,43%) e LafargeHolcim (-3,20%).

Non sfuggono alla tendenza generale nemmeno i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,73%), Novartis (-1,08%) e Roche (-1,36%). In contro tendenza si presenta invece Givaudan (+1,26%), che ha convinto con i conti 2015.

Nel mercato allargato balzo di Kuoni (+18,76% a 362 franchi), dopo l'annuncio di un'offerta pubblica di acquisto da parte della svedese EQT per 370 franchi. Bucher (-1,21%) ha informato su fatturato e ordinativi 2015.

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