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Borsa svizzera: azzera guadagni dopo aver toccato un massimo

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 novembre 2012 - 15:26
(Keystone-ATS)

Dopo aver toccato un massimo da due anni e mezzo la borsa svizzera ha quasi azzerato i guadagni accumulati durante la prima parte della seduta: alle 15.20 l'indice dei valori guida SMI segnava 6749,12 punti (+0,05% rispetto a ieri), mentre il listino globale SPI era stabile a 6219,33 punti.

Come le altre piazze europee anche il mercato elvetico ha stamane accolto positivamente l'esito del voto negli Usa, soprattutto perché con la rielezione di Barack Obama alla Casa Banca viene a cadere un fattore di incertezza. L'SMI ha così superato quota 6800 punti per la prima volta dal 26 maggio 2010, raggiungendo un un nuovo massimo annuale a 6803,03 punti.

Ma poi il vento ha cominciato a girare, con i futures sull'apertura di Wall Street in calo: gli osservatori sono già proiettati verso i problemi del bilancio americano, la cui soluzione non sarà semplice, anche considerato che le elezioni della Camera dei rappresentanti e del Senato hanno confermato i rapporti di forza esistenti.

In generale sul tappeto rimane inoltre il problema dell'Eurozona, con lo sciopero generale in Grecia e le stime corrette al ribasso dalla Commissione europea sulla crescita nel vecchio continente. Nel pomeriggio sono poi giunte le dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, che vede l'economia tedesca sempre più sotto pressione a causa della crisi. Tutti fattori che inducono gli investitori alla cautela.

Sul fronte interno l'attenzione è concentrata su Holcim (-2,06%), che ha pubblicato i dati trimestrali: un risultato senza sorprese che ha spinto taluni a realizzare almeno una parte dei guadagni. Fra gli altri titoli più legati alla congiuntura, si è un po' spento il dinamismo di ABB (+0,06%), che ha annunciato una novità tecnologica nel settore degli interruttori elettrici per reti a tensione continua, mentre continua a soffrire Adecco (-1,87%), ieri sugli scudi.

I bancari UBS (+0,68%) e Julius Bär (+0,58%) appaiono più tonici di Credit Suisse (-1,36%). Fra gli assicurativi acquisti sono segnalati su Swiss Re (+0,76%), che domani presenterà l'andamento dopo nove mesi; poco mossa è Zurich (+0,26%). Stanno perdendo colpi rispetto a inizio seduta i pesi massimi difensivi Nestlé (+0,34%), Novartis (+0,26%) e Roche (-0,11%).

Nel mercato allargato ha informato sull'andamento degli affari Barry Callebaut (+3,56%).

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