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Inizio di settimana negativo per la Borsa svizzera, apparsa propensa a tirare il fiato dopo i recenti rialzi. L'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 9430,25 punti, in flessione dello 0,44% rispetto a venerdì; il listino globale SPI ha perso 0,37% a 9459,68 punti.

La settimana scorsa il mercato elvetico ha segnato un nuovo massimo da quasi otto anni, sfiorando con un SMI a 9472 punti anche il record di tutti i tempi di 9531 punti. Per alcuni investitori la pubblicazione oggi di deludenti dati congiunturali cinesi ha quindi rappresentato un buon pretesto per realizzare almeno in parte i guadagni.

La seduta è trascorsa tranquilla, complice anche la festività zurighese del Sechseläuten e le vacanze primaverili in varie regioni del paese. Anche a livello internazionale sono mancati gli impulsi: a questo proposito l'attenzione si sta spostando sulla giornata di domani, quando cominceranno a fioccare i primi trimestrali delle banche americane. Mercoledì è poi in programma una seduta della Banca centrale europea.

Sul fronte interno sorvegliata speciale era Holcim (+0,20% a 74,95 franchi), che oggi ha tenuto la sua assemblea generale. Sono scaturite poche novità riguardo alla controversa fusione con Lafarge: gli azionisti saranno chiamati a esprimersi al riguardo solo l'8 maggio.

Sotto pressione è apparsa Julius Bär (-1,52% a 51,70 franchi): in un'intervista a un domenicale il presidente della direzione Boris Collardi ha smentito trattative di fusione in corso con Credit Suisse (-0,26% a 27,05 franchi), dopo che voci in tal senso avevano fatto salire il valore del titolo. In negativo hanno terminato anche UBS (-0,42% a 18,96 franchi), come pure - nel comparto assicurativo - Swiss Re (-0,31% a 96,35 franchi) e Zurich (-1,02% a 311,40 franchi).

Una performance migliore della media hanno mostrato i valori maggiormente sensibili ai cicli congiunturali come ABB (+0,28% a 21,14 franchi), Adecco (+0,30% a 82,60 franchi) e Geberit (+0,03% a 370,70 franchi). Nel segmento del lusso sono per contro scivolati all'indietro con il trascorrere delle ore Swatch (-0,34% a 444,20 franchi) e Richemont (-0,59% a 83,95 franchi).

Givaudan (-0,62% a 1771,00 franchi) ha subito un ulteriore calo, dopo aver presentato venerdì i dati delle vendite del primo trimestre. Marcato si è rivelato l'arretramento della sempre volatile Transocean (-2,38% a 16,01 franchi). Hanno inciso negativamente sul listino i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,46% a 75,55 franchi), Novartis (-0,79% a 100,60 franchi) e Roche (-0,14% a 277,90 franchi).

Completano lo scacchiere delle blue chip Actelion (+0,93% a 119,30 franchi), SGS (-0,37% a 1902,00 franchi), Swisscom (+0,36% a 551,50 franchi) e Syngenta (-0,58% a 344,00 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Goldbach Media (+9,09% a 21,00 franchi) dopo l'annuncio dell'acquisto di una quota del 16,3% da parte di Veraison Capital. Burkhalter (+4,80% a 106,90 franchi) ha pubblicato i dati di bilancio 2014 sorprendendo soprattutto riguardo all'aumento del dividendo, Bossard (-0,26% a 116,70 franchi) ha informato sull'andamento degli affari nel primo trimestre 2015 e Galenica (+0,52% a 870,50 franchi) ha fatto sapere di aver prolungato il contratto con il presidente Etienne Jornod, rafforzando nel contempo il Cda.

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SDA-ATS