Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

I disordini politici ad Hong Kong e i timori sull'andamento della congiuntura mondiale hanno frenato oggi la borsa svizzera, che ha chiuso contrastata. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8776,73 punti (+0,03% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,06% a 8642,09 punti.

Il mercato sembra proseguire la fase di consolidamento avviata la settimana scorsa. Gli investitori appaiono in particolare inquieti riguardo alle potenziali ripercussioni sulla crescita cinese delle manifestazioni svoltesi a Hong Kong per ottenere maggiore democrazia. "Dopo il Medio Oriente e l'Ucraina, ora abbiamo un altro fattore di incertezza", ha sintetizzato un operatore citato dalla Reuters.

L'attenzione è peraltro già rivolta a giovedì, quando vi sarà una riunione della Banca centrale europea (Bce), e a venerdì, giorno in cui sarà diffuso il rapporto sul mercato del lavoro americano.

Nel frattempo tutte le piazze finanziarie hanno preso atto degli ultimi dati congiunturali. La fiducia dei consumatori dell'Eurozona è tornata in settembre sotto la media di lungo termine, con in particolare arretramenti in Germania e Italia. Negli Usa in agosto è per contro aumentata la spesa personale, mentre l'inflazione è leggermente rallentata.

Per quanto riguarda i singoli titoli sorvegliata speciale era UBS (+0,18% a 16,73 franchi), che ha pubblicato i dettagli dell'offerta per trasformare la società in holding. In negativo ha chiuso Credit Suisse (-0,15% a 26,25 franchi) - secondo il "Wall Street Journal" ha guadagnato circa 49 milioni di dollari con lo sbarco in borsa di Alibaba - mentre più tonica è apparsa Julius Bär (+1,19% a 42,65 franchi), che è nel mirino della giustizia francese per una presunta truffa all'Iva nel mercato dei diritti di emissione di anidride carbonica.

Hanno chiaramente ripiegato dai massimi di giornata i valori maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,33% a 21,43 franchi), Adecco (-0,54% a 64,50 franchi), Geberit (-1,25% a 307,40 franchi) e Holcim (-0,43% a 68,85 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (-1,97% a 453,80 franchi) e Richemont (-1,68% a 79,00 franchi) hanno sofferto per le proteste in corso a Hong Kong, uno dei principali mercati per l'export orologiero svizzero. Ha avuto un certo impatto anche la notizia del lavoro ridotto introdotto negli stabilimenti Cartier di Villars-sur-Glâne (FR).

Vendite sono state segnalate anche su Roche (-0,07% a 280,70 franchi), che ha portato a termine l'acquisizione di InterMune. Ha per contro svolto un'importante funzione di traino Novartis (+0,91% a 89,10 franchi), grazie a risultati promettenti sui medicamenti presentati al congresso ESMO dei cardiologi di Madrid. In linea con il mercato generale si è mosso il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (invariata a 69,60 franchi).

Presso Syngenta (+0,30% a 304,60 franchi) è stato nominato un nuovo COO, nella persona di Jon Paar: alla fine dell'anno sostituirà John Atkin, che andrà in pensione. Completano il quadro delle blue chip Actelion (invariata a 111,10 franchi), Givaudan (+0,26% a 1517,00 franchi), SGS (-0,30% a 1971,00 franchi) e Transocean (-1,46% a 30,95 franchi).

Nel mercato allargato Aryzta (-1,94% a 81,00 franchi) ha pubblicato i risultati dell'esercizio 2013/2014 nel giorno in cui il titolo è stato accolto nel Swiss Leader Index (SLI), il listino delle 30 più importanti società presenti sul mercato azionario elvetico.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS