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La Borsa svizzera si è mossa sotto la parità per tutta la giornata, trascinata al ribasso da Nestlé. L'inversione di tendenza a Wall Street non ha certo aiutato il mercato. Il listino principale SMI ha terminato a quota 7'955.29, in calo dello 0,26%. L'indice allargato SPI ha chiuso a 7'531.24 punti (-0,16%).

Nel primo pomeriggio dagli USA è giunto il dato sulle richieste settimanali di sussidi disoccupazione, salite di 5000 a 333'000. Gli analisti si attendevano 340'000 domande.

Nestlé ha subito una contrazione del 2,16% (a 63,30 franchi). Il calo è attribuito dagli operatori alla lieve revisione verso il basso delle prospettive di crescita organica per l'intero anno, visto ora al 5%. In precedenza la stima dei vertici era di un +5-6%. I primi commenti degli analisti hanno evidenziato una delusione per quanto riguarda l'evoluzione del giro d'affari. In una conferenza telefonica la responsabile delle finanze di Nestlé Wing Ling Martello ha spiegato la riduzione con il fattore prezzi. Neppure Novartis (-0,51% a 67,70 franchi) e Roche (-0,13% a 232,30 franchi) hanno sostenuto il mercato.

Swiss Re, in flessione a inizio seduta, ha invertito tendenza e registrato una progressione dell'1,59% (a 73,60 franchi). Il riassicuratore nel secondo trimestre ha realizzato un utile netto di 786 milioni di dollari, rispetto agli 83 milioni dello stesso periodo di un anno fa, malgrado i maggiori oneri dovuti alle inondazioni. La compagnia ha fatto meglio delle attese degli analisti interrogati dalla Reuters, che avevano pronosticato un risultato netto di 659 milioni di dollari.

Zurich, l'altra compagnia assicurativa compresa nello SMI, è in rialzo dello 0,76% (a 253,20 franchi). I titoli bancari sono pure in positivo, con UBS in crescita dell'1,13% (a 18,84 franchi), Credit Suisse dello 0,90% (a 27,94 franchi) e Julius Bär dello 0,02% (a 43,12 franchi).

Adecco, il leader mondiale del lavoro interinale, nel secondo trimestre ha registrato una crescita del 12% dell'utile netto, a 126 milioni di euro. Il risultato operativo, prima di interessi imposte e ammortamenti, è stato di 200 milioni di euro, con un aumento dell'8%. I risultati superano le previsioni e il titolo ha messo a segno un balzo del 3,74% (a 62,40 franchi).

Transocean, il gruppo americano di perforazioni petrolifere in mare, con sede a Zugo, ha registrato nel primo semestre un utile netto di 628 milioni di dollari: nello stesso periodo dello scorso anno aveva avuto una perdita di 294 milioni. L'azione ha terminato con un calo dello 0,97% (a 44,04 franchi).

Nell'indice allargato hanno inoltre comunicato il bilancio intermedio Arbonia Forster (+0,84% a 30,00 franchi), il gruppo bancario Valiant (-1,06% a 88,40 franchi), Inficon (-1,02% a 292,00 franchi) e la società ginevrina ADB (-3,67% a 14,45 franchi). Sika, che offre 320 milioni di franchi per rilevare il settore colle di AkyoNobel, è avanzata dell'1,97% (a 2689,00 franchi).

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SDA-ATS