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Dopo la bufera di inizio settimana la borsa svizzera ha chiuso oggi in forte rialzo, in linea con gli altri mercati europei: l'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8758,79 punti, in progressione del 3,42% rispetto a ieri.

Il listino globale SPI ha guadagnato il 3,38% a 8914,67 punti. Chiamato a riscattarsi dopo lo scivolone di ieri - l'SMI ha lasciato sul terreno quasi il 4% - il mercato ha sin da subito mostrato la capacità di rimbalzo. La tendenza si è poi accelerata grazie ad alcuni buoni dati congiunturali europei e soprattutto dopo il taglio a sorpresa dei tassi di interesse in Cina.

Resta comunque da vedere se può essere dichiarata finita la fase di correzione avviata nelle ultime sedute. L'andamento delle borse asiatiche, anche oggi parecchio in rosso, suscita dubbi al riguardo.

Stando agli operatori il "lunedì nero" ha lasciato chiaramente il segno. Il quadro congiunturale mondiale mostra delle crepe e sebbene non più orientati al panico gli investitori rimangono nervosi, come testimoniato anche dal perdurare dell'elevata volatilità.

Gli interrogativi di fondo sono in sostanza due: il primo legato allo sviluppo della congiuntura cinese, il secondo ai tempi normalizzazione della politica monetaria negli Usa. In Svizzera viene comunque visto con favore il fatto che in questi giorni il corso dell'euro sia rimasto stabile rispetto al franco.

Per quanto concerne i singoli titoli l'attenzione è rimasta concentrata per tutta la giornata su Syngenta (+5,93% a 378,80 franchi): stando a Bloomberg il concorrente Monsanto sarebbe intenzionato ad aumentare la sua proposta di acquisto da 449 a 470 franchi per azione. Il titolo è arrivato a guadagnare oltre il 10%, per poi ripiegare in parte nel finale

In primo piano era anche Zurich (+2,45% a 267,40 franchi), che ha annunciato un'offerta da oltre 8 miliardi per l'assicuratore inglese RSA. Nello stesso comparto assicurativo si è mossa peraltro meglio Swiss Re (+4,12% a 82,10 franchi). Bene orientati sono risultati i bancari UBS (+4,15% a 20,08 franchi), Credit Suisse (+4,27% a 25,90 franchi) e Julius Bär (+3,18% a 47,38 franchi).

Anche se con intensità diversa il sole ha potuto splendere pure sui valori maggiormente sensibili alla congiuntura come ABB (+2,72% a 18,12 franchi), Adecco (+4,07% a 75,45 franchi), Geberit (+1,81% a 303,00 franchi) e LafargeHolcim (2,38% a 60,15 franchi). Nel segmento del lusso Richemont (+4,28% a 71,80 franchi) è apparsa analogamente a ieri meglio posizionata di Swatch (+2,95% a 370,40 franchi). In recupero si è mostrata anche Transocean (+6,09% a 12,20 franchi).

I pesi massimi difensivi Nestlé (+3,07% a 70,50 franchi), Novartis (+3,40% a 92,65 franchi) e Roche (+3,27% a 262,30 franchi) hanno contribuito a far avanzare il listino. Completano il quadro delle blue chip Actelion (+4,66% a 130,30 franchi), Givaudan (+1,40% a 1663,00 franchi), SGS (+2,40% a 1665,00 franchi) e Swisscom (+4,28% a 519,00 franchi).

Nel mercato allargato hanno informato sull'andamento degli affari Charles Vögele (invariata a 9,48 franchi), Von Roll (-5,43% a 0,87 franchi), Huber+Suhner (+1,23% a 41,00 franchi) e Schmolz+Bickenbach (+2,53% a 0,81 franchi). In rialzo Tamedia (+4,10% a 155,00 franchi), dopo il via libera della Commissione della concorrenza alle acquisizioni relative a Ricardo e a JobCloud.

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SDA-ATS