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Chiusura in territorio negativo per la Borsa svizzera, con l'indice dei titoli guida SMI in contrazione dell'1,01% a 8613,42 punti e il listino allargato SPI in calo dell'1,04% a quota 8878,74.

Alle inquietudini legate alle tensioni fra Iran e Arabia Saudita, oggi sui mercati azionari si sono aggiunte le preoccupazioni relative alla Corea del Nord, che afferma di aver testato la sua prima bomba all'idrogeno. La tendenza al ribasso non è cambiata neanche dopo la pubblicazione di dati, migliori delle attese, relativi al mercato del lavoro negli Usa.

I costanti dubbi sulla solidità dell'economia cinese, principale destinazione delle esportazioni orologiere elvetiche, hanno dal canto loro pesato in modo marcato sul settore del lusso: Richemont (-1,88% a 68,00 franchi), Swatch (-1,54% a 326,20 franchi).

Giornata da dimenticare anche per i pesi massimi difensivi: Novartis (-0,64% a 85,90 franchi), Nestlé (-1,02% a 73,05 franchi) e Roche (-1,20% a 272,00 franchi).

In negativo pure il settore bancario: UBS (-0,94% a 19,03 franchi), Credit Suisse (-1,03% a 21,09 franchi), Julius Bär (-2,39% a 46,22 franchi). Dopo un avvio positivo, nel pomeriggio anche l'assicurativo Swiss Re è passato sotto la linea di demarcazione, per chiudere in calo dello 0,36% a 96,35 franchi. Zurich ha da parte sua terminato gli scambi in contrazione dello 0,28% a 249,80 franchi.

Male i valori ciclici, più sensibili alle variazioni congiunturali: LargeHolcim (-1,20% a 47,58 franchi), ABB (-0,98% a 17,16 franchi), Adecco (-1,56% a 66,20 franchi), Geberit (-1,96% a 330,10 franchi). Unica nota positiva Swisscom, che ha chiuso la seduta in lieve progressione (+0,12% a 496,80 franchi).

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SDA-ATS