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Seduta in netto ribasso per la Borsa svizzera, appesantita fra l'altro dai titoli farmaceutici: l'indice dei valori guida SMI ha chiuso a 8153,27 punti, in flessione del 2,04% rispetto a ieri, mentre il listino globale SPI ha perso l'1,76% a 8443,66 punti.

Gli investitori appaiono disorientati dopo le ultime affermazioni della Federal Reserve: l'istituto non ha fornito indicazioni chiare sul futuro della sua politica monetaria e si è espresso con molta cautela riguardo alla congiuntura globale. Molti si attendono quindi ora un nuovo rialzo dei tassi - dopo quello di dicembre, il primo da dieci anni - al più presto nel secondo semestre.

Intanto alcuni dati macro resi noti oggi relativi agli Usa rafforzano i timori riguardo alla ripresa: gli ordini dei beni durevoli sono scesi fortemente in dicembre, mentre i compromessi per l'acquisto di case hanno praticamente marciato sul posto, contro le attese che li volevano in progressione.

Gli operatori continuano a guardare anche al prezzo del petrolio, che oggi ha superato i 34 dollari sull'ipotesi di un taglio della produzione. Sul fronte interno si osserva con attenzione anche il corso del franco: l'euro ha toccato oggi un massimo dall'abolizione della soglia minima nel gennaio 2015.

Per quanto riguarda i singoli titoli in forte calo ha chiuso Roche (-3,84% a 258,10 franchi): i conti annuali sono risultati in linea con le attese, ma l'azienda ha deluso gli analisti per quanto riguarda dividendo e prospettive. Sotto pressione è rimasta anche Novartis (-3,85% a 77,45 franchi), che ieri aveva perso quasi il 4% dopo la pubblicazione del bilancio 2015. Ha per contro limitato le perdite il terzo peso massimo difensivo, Nestlé (-0,95% a 73,20 franchi).

Sono scivolati all'indietro nel finale i titoli maggiormente dipendenti dalla congiuntura come ABB (-0,92% a 17,16 franchi), Adecco (-0,65% a 61,20 franchi), Geberit (-0,59% a 355,00 franchi) e LafargeHolcim (-0,90% a 42,76 franchi). Nel segmento del lusso Swatch (+0,47% a 343,50 franchi) è apparsa più ispirata di Richemont (-0,76% a 65,15 franchi).

In negativo hanno terminato i bancari UBS (-0,72% a 16,55 franchi), Credit Suisse (-2,23% a 17,50 franchi) e Julius Bär (-1,88% a 42,31 franchi), istituti che presenteranno i loro conti la settimana prossima. Nel comparto assicurativo Zurich (-1,38% a 222,00 franchi) ha convinto meno di Swiss Re (+0,11% a 92,75 franchi).

Lo scacchiere delle blue chip va completato con Actelion (-2,67% a 134,80 franchi), Givaudan (-0,59% a 1859,00 franchi), SGS (-0,15% a 1955,00 franchi), Swisscom (-0,14% a 497,90 franchi), Syngenta (-0,41% a 368,00 franchi) e Transocean (-0,20% a 10,07 franchi).

Nel mercato allargato balzo di Meyer Burger (+5,79% a 5,85 franchi) grazie al buon dato sulle nuove commesse. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Banca cantonale bernese (-0,15% a 194,70 franchi), Ascom (invariata a 15,60 franchi) e Hügli (+1,00% a 758,00 franchi).

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SDA-ATS